Storie di Radio – Maurizio Riganti: La leggenda in persona

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di Silvia Giansanti

 

Una colonna di Radio Rai. Ha ideato “Gran Varietà” ed è stato il responsabile di programmi che hanno fatto la storia, come “Bandiera Gialla” e “Alto Gradimento”

 

Raccontare la storia radiofonica di Maurizio Riganti è un’impresa ardua. E’ un personaggio oggi novantenne e in pensione, che ha dato tutto se stesso, firmando programmi che sono rimasti impressi negli annali fin dal lontano 1958. La sua attività si è svolta sempre a microfoni spenti, tranne quando veniva coinvolto dai suoi amici di sempre come Renzo Arbore, Maurizio Costanzo, Gianni Boncompagni, Luciano Rispoli e altri. E’ stato lo storico ideatore di “Gran Varietà” e il responsabile di “Bandiera Gialla” e “Alto Gradimento”. Signori, scusate se è poco, lui è il classico pezzo da novanta! Aggiungiamoci anche ideatore e direttore dell’allora Stereodue Rai. Ha avuto quindi la possibilità di lavorare a fianco di grandi nomi della radio e della tv. Quello che colpisce di lui è la semplicità, nonostante la sua grandezza.

Maurizio, in che modo è avvenuto l’approccio con il mondo della radio?

“Insieme ai miei amici Romano e Annamaria Mussolini tentammo di fare un programma radiofonico improntato sul genere jazz. Ebbi così l’ispirazione di fare un concorso in Rai e arrivai secondo. Mi misero in via Asiago per un anno. Sono figlio di un noto produttore cinematografico e fin da piccolo ho assistito in casa ad un vero e proprio via vai di personaggi del mondo dello spettacolo, tra sceneggiatori, registi, attori, cantanti e conduttori”.

Così lei entrò in Rai non come conduttore radiofonico.

“No, assolutamente, ma come funzionario. Sono stato sempre dietro le quinte come organizzatore, promotore e coautore di programmi importanti, coinvolgendo tanti amici”.

Ricorda la data esatta dell’inizio in radio?

“Correva l’autunno del 1958”.

La radio è sempre stato il suo sogno?

“No, affatto, ho svolto altre attività prima di allora”.

E’ mai andato al microfono?

“Non direttamente ma solo quando mi coinvolgevano i conduttori, magari per chiedermi il perché del successo di quel programma. Praticamente mi facevano una breve intervista, ecco”.

Programmi radiofonici che le hanno dato tanta soddisfazione?

“Ci fu in particolare un programma che feci negli anni ’60 e ’70 e che si chiamava ‘Gran Varietà’. Andò in onda su Radio Due di domenica mattina dalle 9.30 alle 11. Nella prima puntata misi insieme Walter Chiari, Mina e Johnny Dorelli, tutti amici che frequentarono la mia casa. Questa trasmissione ebbe un successo incredibile con i suoi oltre otto milioni di ascoltatori. Ancora oggi risulta essere il programma che ha avuto il più alto indice di gradimento nella storia della radio. Ci fu un cast pazzesco di attori e di cantanti. E’ un varietà imbattuto. Successivamente con Gianni Boncompagni facemmo ‘Bandiera Gialla’, altro storico programma insieme ad ‘Altro Gradimento’ con Renzo Arbore, Giorgio Bracardi e Mario Marenco. Ne approfitto anche per ricordare due noti direttori di allora, come Giuseppe Antonelli e Leone Piccione”.

Oltre ai nomi di spicco che abbiamo citato, con quali conduttori radiofonici si è trovato bene a lavorare?

“Ce ne sono stati tantissimi, possiamo citare il compianto Roberto Raspani Dandolo e Antonella Condorelli, ai tempi delle Stereorai”.

Oggi è un ascoltatore della radio?

“Sì, ho una radio con auricolari per non disturbare mia moglie, con la quale ascolto ancora la Rai, mentre sono intento magari a compiere altre mille cose. Faccio così fin da quando ero ragazzo. L’amore è rimasto e conservo gelosamente anche le mie radio d’epoca”.

© FOTO TRATTA DA FM-WORLD

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