Rosa Criscuolo: Media, istituzioni e cittadinanza attiva nell’era digitale

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di Roberto Ruggiero

Rosa Criscuolo, napoletana, autrice e conduttrice di programmi politici e culturali realizzati per i social e la tv. Giurista e attivista per diritti civili, ci racconta il suo percorso lavorativo che non cessa di sorprenderci.

Quali sono i nuovi impegni nel campo della comunicazione?

“Se con il format ‘il Monito’, in onda su Tv Luna, ho portato l’esperienza maturata negli anni sui social in tv, con Fides e Appuntamento con l’Europa ho rispettivamente pensato a temi che potessero riaccendere l’ interesse del cittadino verso le istituzioni, facendo spazio ad argomenti di dibattito pubblico nel contesto più ampio, quale quello dell’ UE. Tutti e tre i programmi erano pensati ancora per la televisione locale, in onda sul digitale, mentre adesso mi ritrovo in una fase transitoria. Le trasmissioni ideate per la Smart tv – come Medea e Palazzo civico – hanno caratteristiche diverse. Un programma realizzato per questo nuovo tipo di esperienza televisiva fa pensare ad una informazione dove la Tv è un centro multimediale connesso a Internet, che integra navigazione web, app di streaming (Netflix, YouTube), social media, giochi e contenuti on-demand, oltre ai tradizionali canali, rendendo la visione più interattiva e personalizzata tramite Wi-Fi/Ethernet e funzionalità simili a quelle di computer e smartphone”.

Come è cambiato il ruolo di chi conduce un format di questo tipo?

“L’impostazione delle interviste, il vocabolario, il modus operandi è completamente diverso, diciamo pure più “smart”. E per smart intendo intelligente, veloce, efficiente. Sono contenta di aver accettato la proposta della redazione di Per Sempre News che mi ha consentito di crescere ulteriormente, aprendomi a questa nuova esperienza”.

Quanto incide la tua formazione nelle attività di comunicazione e di informazione che stai portando avanti?

“La mia formazione professionale in questo campo nasce dai concorsi di poesia a cui ho partecipato da ragazza, dagli studi classici presso il Liceo Antonio Genovesi a Napoli, dai libri di giurisprudenza alle assemblee radicali con il grande Marco Pannella – con cui ho portato avanti battaglie a difesa dei diritti civili e delle libertà individuali. Non posso non dire che questo percorso non sia il frutto di una crescita culturale e personale che va avanti da anni, con amore libero e incondizionato”.

Di cosa ha bisogno la comunicazione, a tuo parere?

“Ha sicuramente bisogno di essere arricchita di contenuti antichi e moderni, perché è fondamentale sapere chi eravamo per poter decidere il percorso giusto da intraprendere. La ricerca e la curiosità sono elementi da associare in pari dosi, per provare ad avere una visione anche per ciò che riguarda l’informazione. Il ruolo di un conduttore di programmi di impatto politico, sociale e culturale, è proprio quello di saper mediare tra conoscenza e sapere – senza creare disagio all’interlocutore o all’ascoltatore”.

La tua scelta di fare informazione sui social e oggi sulla Smart tv, in che modo è influenzata dal momento che vive la tv in Italia?

“L’eccessiva semplificazione dei contenuti per aumentare gli ascolti allontana dal mondo della televisione una fetta di italiani che in automatico, a mio parere, si è staccata dalla partecipazione alla cosa pubblica. L’offerta dei programmi televisivi delle reti italiane nazionali e locali è povera, e ha dirette responsabilità dell’allontanamento del cittadino dalle urne. Non si considera l’ esistenza di cittadini italiani che seguono percorsi di ragionamento più complessi e articolati e che hanno una formazione culturale che non trova riscontro”.

Quali eventi hai promosso lo scorso anno?

“Lo scorso dicembre ho presentato con piacere il “Premio Per Sempre Scugnizzo” – patrocinato dal Ministero della Giustizia, dal Comune di Napoli e dall’ Ordine dei giornalisti, rivolto alle persone fisiche e istituzioni che hanno contribuito e contribuiscono alla crescita economica, civile, sociale e culturale del nostro Paese, e che  proiettano ed accrescono l’ immagine di Napoli nel mondo. Tra gli ospiti, il dott. Paolo Ascierto, il rettore Matteo Lorito, l’imprenditore Maurizio Cuzzolin, il dott. Bruno Zuccarelli e la famiglia del compianto dott. Giuseppe Salvia – che ha ricevuto un riconoscimento alla memoria. Sono stata orgogliosa, inoltre, di aver moderato il convegno promosso dal Centro Studi “Giustina Rocca” – nel solco della figura della prima giurista della storia – in cui si sono avvicendati interventi multidisciplinari di avvocati, magistrati e psicologi. Un dibattito dedicato ai temi del femminicidio ma anche ai reati informatici e alla violenza digitale, con particolare riferimento alle condotte perpetrate attraverso i social media”.

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