di Silvia Giansanti
A quindici anni dalla scomparsa, resta vivo il ricordo di una voce iconica della radio italiana. Eleganza, cultura e carisma ne hanno fatto un artista unico e indimenticabile
Il 6 aprile del 2011 Roberto non si presentò al suo consueto appuntamento mattutino su Dimensione Suono Soft (all’epoca Dimensione Suono Due) e ben presto tutti i colleghi appresero della triste e prematura scomparsa improvvisa. Ricorrono infatti i quindici anni dalla dipartita di una delle voci più caratteristiche del panorama radiofonico italiano. Dietro quel suo ‘buonasera amici’, visto che la maggior parte della sua vita l’ha trascorsa lavorando in fasce serali, c’era molto, anche alle orecchie dei profani. Roberto aveva un talento naturale, espresso non solo nella radio, ma anche attraverso la musica con numerosi concerti di pianoforte tenuti negli anni in location di livello. Figlio d’arte, sua mamma era Giusy Raspani Dandolo, la famosa caratterista che ha avuto l’onore di lavorare al fianco di Totò. Roberto ha sempre raccontato di aver avuto da piccolo, la casa piena di personaggi del mondo dello spettacolo, soprattutto proprio Totò che lo salutava con un ‘ciao piccolino’. Senza tralasciare Pippo Baudo, grande amico della mamma e altri artisti come Gino Cervi, Ugo Tognazzi e tanti altri che frequentavano la sua casa d’infanzia. Dopo i primi inizi radiofonici presso radio romane come Radio Onda 101 e Radio GBR, che oggi non esistono più, approdò durante gli anni ’80 a Radio Dimensione Suono (l’attuale RDS), dove rimase nel gruppo fino alla fine dei suoi giorni. Gli ascoltatori sono sempre rimasti colpiti dal suo savoir faire, dalla sua innata classe, dal suo carisma e dalla sua calda voce, senza dimenticare la sua grande cultura. Roberto amava la filosofia, aveva conseguito una laurea a pieni voti e aveva anche un grande dono, quello dell’esoterismo. Non tutti sanno che furtivamente tra un intervento e l’altro in radio, Roberto era solito mescolare le sue carte, facendo letture sul futuro ai colleghi che lo richiedevano e tutto questo senza alcun tipo di distrazione in diretta. Raspani Dandolo ebbe anche una fortunata parentesi su Radio Rai, dove condusse programmi di successo come il Notturno Italiano e altri. Parlava spesso dell’ottima esperienza lavorativa avuta con il mitico Maurizio Riganti che dirigeva le reti Rai. In quel periodo, gli capitarono diverse situazioni particolari. Una perla su tutte riguarda un Vasco Rossi esordiente, che in quegli anni girava in 500 in zona Prati e che lo pregò di passare in radio una sua musicassetta. All’epoca infatti i meccanismi erano ben diversi rispetto alla radio odierna. Di episodi con i personaggi del mondo dello spettacolo, ne ebbe comunque molti. Siamo più che convinti che gli ascoltatori non l’abbiano dimenticato affatto. Era discreto, ma faceva tanto rumore attorno a sé. L’abbiamo sempre associato ad una sorta di pifferaio magico, un vero maestro di vita e di lavoro. Roberto o zio Roby, come lo chiamavano i suoi amici più stretti, dal 2011 riposa nel cimitero Flaminio di Roma e accanto alla sua fotografia, si può scorgere una radiolina a transistor, di quelle che hanno caratterizzato un’epoca, quella che Roberto visse alla grande.
