di Rosa Gargiulo
Una storia italiana, di famiglia e imprenditoria, che sa guardare al futuro
Figlio del senatore Salvatore Lauro, politico e armatore italiano che ha scritto la storia dei trasporti e del movimento turistico marittimo – recentemente scomparso, Agostino Maria Pietro Lauro rappresenta la tradizione di famiglia intrecciata alla visione di un futuro sempre più all’avanguardia e pronto ad anticipare tempi ed esigenze. Sebbene ancora giovanissimo, fa già parte del Consiglio di Amministrazione della Lauro Holding, assumendo su di sé un carico di responsabilità legato non soltanto alla storia di famiglia ma anche alle aspettative per il futuro di un settore chiamato a rispondere a nuovi modelli economici ed ecologici.
Sei un giovane imprenditore, figlio di un uomo che ha segnato significativamente un territorio e un intero Paese con la sua visione. Quale eredità ti lascia, umanamente e dal punto di vista professionale?
“L’eredità più grande che mio padre mi lascia è sicuramente il valore del lavoro, unito al rispetto per le persone. Ho avuto la fortuna di crescere osservando da vicino un uomo in grado di costruire, innovare e affrontare le sfide senza mai perdere il legame con il territorio e con la propria identità. Dal punto di vista professionale mi ha insegnato che la visione conta, ma che senza sacrificio, disciplina e concretezza non si va lontano. Umanamente, invece, mi ha trasmesso il senso della responsabilità e l’importanza di mantenere sempre la parola data”.
La Lauro Holding è una realtà che ha saputo ampliare il suo raggio d’azione, sempre al passo coi tempi. Quali sono i punti di forza che la rendono così unica ed efficace?
“Credo che la forza della Lauro Holding sia la capacità di guardare al futuro senza dimenticare le proprie radici. Siamo una realtà dinamica, capace di diversificare e innovare, ma sempre con una visione chiara e con valori solidi che orientano ogni singola scelta. Un altro punto fondamentale è, senza dubbio, la capacità di adattarsi ai cambiamenti del mercato, investendo in settori strategici e nelle persone. La nostra è una struttura che punta molto sul gioco di squadra e sull’incontro tra le professionalità più esperte con l’entusiasmo delle nuove generazioni”.
Sei giovanissimo, ma al pari delle tue sorelle, ti sei messo in gioco molto presto. Quali sono stati i consigli del Senatore?
“Mio padre ci ha sempre spronati a metterci in gioco senza paura, ma allo stesso tempo ci ha fatto comprendere che nulla arriva senza impegno. Uno dei consigli che ripeteva più spesso è quello di essere umili e di ascoltare: ogni giorno si impara da chiunque. Ci ha insegnato a non sentirci mai “realizzati” e ad affrontare il lavoro partendo dal basso, cogliendo ogni aspetto dell’azienda, anche quello all’apparenza più insignificante. Non ultimo, ci ha sempre suggerito di avere coraggio nelle decisioni, ma anche equilibrio e senso di responsabilità”.
Raccontaci di cosa ti occupi in particolare e qual è la tua visione per il futuro dell’azienda.
“Mi occupo principalmente di seguire i processi di innovazione e sviluppo aziendale, con particolare attenzione alla crescita e alla modernizzazione delle attività del gruppo. Credo molto nell’importanza della tecnologia, della sostenibilità e della comunicazione strategica, per affrontare le sfide dei prossimi anni. La mia visione è quella di un’azienda sempre più moderna, internazionale e competitiva, ma che continui a mantenere il forte legame umano e con il territorio che l’ha resa riconoscibile nel tempo”.
Le radici della tua famiglia risiedono a Ischia, isola meravigliosa ma connotata da un territorio complicato. Per il Senatore Lauro è stata culla e trampolino, cosa rappresenta per te?
“Ischia rappresenta casa, identità e appartenenza. È il luogo dove affondano le radici della mia famiglia e dove ho imparato il valore del sacrificio, ma anche quello della bellezza e dell’accoglienza. È un territorio straordinario, con enormi potenzialità, anche se spesso segnato da difficoltà strutturali e sociali. Per me Ischia è una fonte continua di ispirazione, e credo che chi ha la fortuna di nascere in un luogo del genere debba anche sentirsi, in prima persona, chiamato a contribuire alla sua crescita”.
A parte il grande impegno in azienda, quali sono le tue passioni e gli hobby?
“Sono una persona molto curiosa e mi piace dedicare tempo alla lettura, ai viaggi e allo sport, che considero fondamentali anche per mantenere equilibrio mentale e disciplina. Amo confrontarmi con realtà diverse, conoscere nuove idee e nuovi modelli imprenditoriali. Inoltre, quando posso, cerco di ritagliarmi momenti da trascorrere con la famiglia e con gli amici, perché credo che gli affetti siano sempre il vero punto di riferimento”.
Considerata la tua giovane età, e vivendo in un Paese che non offre troppe occasioni ai giovani, cosa ti senti di consigliare ai tuoi coetanei?
“Vorrei dirgli di non smettere mai di credere nelle proprie capacità e di investire continuamente su sé stessi. È vero che spesso il nostro Paese non rende le cose semplici ai giovani, ma credo che oggi più che mai siano fondamentali la preparazione, la determinazione e la capacità di adattarsi. Bisogna avere il coraggio di uscire dalla propria zona di comfort, fare esperienze, studiare e confrontarsi con il mondo. Le difficoltà esistono, ma possono diventare stimolo per costruire qualcosa di importante”.
C’è un sogno nel cassetto? Quale?
“Il sogno più grande è riuscire a portare avanti ciò che è stato costruito dalle generazioni precedenti, contribuendo però a lasciare un segno personale, innovativo e positivo. Mi piacerebbe vedere la nostra realtà crescere ancora, diventando sempre più un punto di riferimento, senza mai perdere di vista autenticità e sistema valoriale. E, allo stesso tempo, spero di poter dare un contributo concreto al territorio da cui provengo, perché credo che il successo abbia senso solo quando riesce a generare valore anche per gli altri”.