di Anthony Peth
Carmela De Rose è una professionista poliedrica che ha fatto dell’arte il filo conduttore della propria vita. Dalla danza alla musica, dal teatro alla televisione, fino al giornalismo e alla radio, il suo percorso è segnato da studio, passione e continua ricerca. In questa intervista racconta le tappe più significative della sua carriera, i riconoscimenti ottenuti, gli incontri che l’hanno formata e i sogni che ancora la guidano verso nuove sfide nel mondo della cultura e dello spettacolo.
Carmela, quando è nato il tuo amore per l’arte?
“È nato da bambina. La musica e la danza sono stati il mio primo linguaggio. Ho conseguito il diploma in Danza Classica e Moderna e ho studiato musica presso il Conservatorio di Cosenza. Quelle esperienze hanno costruito il mio carattere e mi hanno insegnato che l’arte richiede disciplina, studio e sensibilità”.
Successivamente è arrivato il teatro. Cosa ha rappresentato per te?
“Ho studiato recitazione e musical tra Roma, Parma e Lecce, esibendomi al Teatro Rendano, al Teatro Apollo, al Teatro Regio di Parma e al Teatro San Carlo di Napoli. Ogni palcoscenico mi ha regalato emozioni diverse e mi ha insegnato che il pubblico percepisce sempre l’autenticità”.
La tua formazione è molto articolata. Quanto conta lo studio nella tua professione?
“Tantissimo. Ho conseguito due lauree, una in Arti e Discipline dello Spettacolo e una in Produzione Televisiva e Cinematografica. Successivamente ho frequentato due master, in Global Marketing e in Relazioni Internazionali. Ho poi deciso di approfondire la critica giornalistica conseguendo un terzo master presso l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico”, dove ho scritto una tesi sull’intelligenza artificiale applicata alle arti, che presto diventerà un libro pubblicato da Rubbettino”.
Tra i tuoi riconoscimenti spicca il Premio America Giovani. Cosa ha significato riceverlo?
“È stato uno dei momenti più significativi della mia vita. Essere premiata alla Camera dei Deputati come neolaureata di eccellenza è stato un grande onore e uno stimolo a continuare il mio percorso con ancora maggiore determinazione”.
Hai lavorato anche dietro le quinte della televisione?
“Sì, come assistente di produzione e segretaria di edizione nei programmi The Unbreakable e DallArenaLucio, trasmessi su Rai 1. È stata una scuola straordinaria che mi ha permesso di comprendere ogni fase della realizzazione di un programma televisivo”.
La musica continua ad accompagnarti anche come autrice?
Assolutamente. Ho scritto brani inediti presentati in programmi come “Viva Video Box su Rai 2, Passione Musica su Boom Channel e We Have a Dream di Red Ronnie. Scrivere significa trasformare le emozioni in parole e musica”.
Il pubblico ti conosce anche come opinionista televisiva.
“Ho avuto il piacere di intervenire in programmi come Maurizio Costanzo Show, Generazione Z e Obiettivo Cinema. Sono esperienze che mi hanno permesso di confrontarmi con grandi professionisti del mondo dello spettacolo”.
Oggi sei anche giornalista ed esperta della materia. Di cosa ti occupi?
“Attualmente sono esperta della materia per la Direzione Rai Cinema e Serie TV e collaboro con Il Messaggero. Amo raccontare il mondo dello spettacolo con uno sguardo critico ma sempre rispettoso del lavoro degli artisti”.
Hai ideato e conduci su Rai Radio Tutta Italiana “La Voce delle Emozioni”. Che cosa rappresenta questo programma?
“”La Voce delle Emozioni” è uno dei progetti più importanti della mia carriera perché nasce da un’idea completamente mia. Ho voluto creare uno spazio in cui gli artisti possano raccontarsi senza filtri, andando oltre la promozione del momento e mettendo al centro il lato umano. Nello studio di Via Asiago abbiamo avuto il privilegio di ospitare personalità straordinarie come Stefano Fresi, Massimiliano Bruno, Fabrizio Maria Cortese, Vincent Riotta, Steve Della Casa, Dori Ghezzi, Brunori Sas, Pierdavide Carone, Dolcenera, Paolo Belli, Edoardo De Angelis, Federica Turchetti, Lia Grieco, Liliana Fiorelli e molti altri. Ogni intervista è un incontro autentico, costruito sull’ascolto e sull’emozione”.
Nel corso della tua carriera hai incontrato migliaia di protagonisti del mondo della cultura e dello spettacolo. C’è un numero che racconta bene questa esperienza?
“Sì. Ho avuto il privilegio di intervistare oltre 3.500 personaggi del mondo dello spettacolo, della cultura, della musica, del cinema e della televisione. Ogni incontro mi ha lasciato qualcosa di prezioso e mi ha insegnato che dietro ogni artista c’è sempre una storia che merita di essere ascoltata”.
Tra i ricordi più belli c’è anche un momento televisivo molto speciale accanto a Stefano De Martino.
“È stato un momento che porto nel cuore. Ho avuto il piacere di ballare con Stefano De Martino durante una puntata del Maurizio Costanzo Show su Canale 5. Vivere quell’esperienza è stato emozionante: mi sono sentita profondamente grata e felice di poter condividere il palco con grandi professionisti della televisione italiana. Sono quei momenti che ricordano quanto l’arte riesca a unire leggerezza, eleganza ed emozione”.
Guardando al futuro, quali sono i tuoi sogni?
“Vorrei continuare a ideare e condurre programmi radiofonici capaci di raccontare la cultura e le emozioni. Ho scritto una tesi sul modello educativo eterotopico, un progetto che unisce le materie umanistiche al Festival della Canzone Italiana, utilizzando la musica come strumento di apprendimento e di crescita culturale. Credo che la divulgazione possa diventare coinvolgente senza perdere profondità”.
E il sogno più grande?
“I sogni servono proprio perché sembrano impossibili. Il mio è continuare a dare spazio alla cultura attraverso i media e, chissà, un giorno poter contribuire ancora di più al mondo della musica italiana. Se dovessi confessarne uno davvero ambizioso, direi quello di diventare la prima donna direttrice artistica del Festival di Sanremo”.
Nel tuo percorso ci sono stati degli incontri che hanno segnato in modo particolare la tua crescita personale e professionale?
“Ogni incontro che ho avuto è stato importante e mi ha lasciato qualcosa. Credo che il nostro percorso sia il risultato delle persone che incrociamo lungo la strada. Se dovessi citarne alcuni, penso innanzitutto ad Adriano Di Maio, Direttore Rai Cinema e Serie TV, e a Roberto Stabile, responsabile dell’Italian Pavilion e dei Progetti Speciali di Cinecittà. Entrambi hanno creduto nelle mie capacità e rappresentano per me punti di riferimento professionali e umani. Ma, prima di tutto, devo ringraziare la mia famiglia. Provengo da una famiglia che definisco affettuosamente “artistoide”: l’arte è sempre stata parte della nostra quotidianità. Mia zio ero uno scrittore un’altra mia zia è una cantante lirica, mio padre guida un’azienda che si occupa di audio e luci per eventi e spettacoli. Sono cresciuta respirando creatività, passione e dedizione, e questo ha inevitabilmente influenzato il mio modo di vivere e di interpretare l’arte. Un pensiero speciale va anche a mia madre e a mio fratello, che sono sempre stati il mio porto sicuro e il mio sostegno. Infine, desidero ringraziare il mio compagno, Mattia. La sua presenza nella mia vita è stata fondamentale. Mi ha dato serenità, equilibrio e la forza di credere ancora di più nei miei sogni. Senza il suo sostegno, probabilmente non avrei avuto la stessa determinazione, la stessa energia e quel cuore pieno di entusiasmo che oggi mi spinge ad affrontare ogni nuova sfida con passione”.


