Giulia Di Stefano: L’estate tra dirette, famiglia e voglia di natura

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di Rosa Gargiulo

Ogni mattina riaccende i riflettori sull’attualità, la politica e i grandi temi geopolitici che muovono il mondo

 

Giulia Di Stefano è tornata alla guida di Agorà Estate, lo storico programma di Rai3 che per oltre due ore accompagna il risveglio degli italiani raccontando un paese in bilico tra la complessità delle notizie e la leggerezza della stagione estiva. Romana, classe 1983, Giulia porta sul piccolo schermo quel mix perfetto di rigore giornalistico e una solarità empatica, tipicamente femminile, che abbatte la distanza con il pubblico a casa. Tra una diretta e l’altra, dietro la professionista preparata che gestisce i tempi serrati del talk, c’è una mamma dinamica che fa i conti con le sveglie all’alba e le corse a casa dai suoi due figli piccoli.

Torni alla conduzione di Agorà Estate affiancata da Marco Carrara. Ormai la vostra è una sinergia collaudata: qual è il segreto del vostro affiatamento in diretta e come vi dividerete i compiti quest’anno?

“Non ci sono segreti, direi piuttosto rispetto reciproco e tanta voglia di lavorare bene. L’anno scorso io e Marco non ci conoscevamo, ma in pochissimo tempo si è creata una sintonia naturale perché ci siamo posti l’uno nei confronti dell’altro con educazione e grande apertura mentale. Credo che la coppia funzioni perché abbiamo ambiti di interesse e storie professionali molto diverse: questo azzera sul nascere accavallamenti o competizioni superflue che, purtroppo, nel nostro ambiente si creano spesso. L’impostazione di quest’anno ricalca quella passata: io gestisco il talk di attualità internazionale e politica, mentre Marco dà il suo contributo fondamentale con gli aggiornamenti in tempo reale, le curiosità dal web e i racconti per immagini”.

Il programma va in onda dalle 8.00 alle 10.25, coprendo quasi due ore e mezza di diretta quotidiana. Come si riesce a mantenere alto il ritmo del racconto, bilanciando l’hard news della politica con la leggerezza tipica della stagione estiva?

“Qui entra in ballo il lavoro fondamentale di tutta la squadra, a partire dagli autori fino al contributo prezioso degli inviati sul campo. La scaletta del giorno viene spesso stravolta all’ultimo secondo in base agli ultimissimi accadimenti. Dopotutto il principio di Agorà è proprio questo: essere una vera e propria “piazza” dove si discute dei fatti del giorno nel momento esatto in cui avvengono. Cerchiamo comunque di riservarci delle “pagine” più tematiche e leggere per raccontare soprattutto il lato economico e sociologico dell’estate degli italiani. E quando l’attualità internazionale o politica è così stringente da assorbire la maggior parte dello spazio, cerchiamo di affrontarla da angolazioni particolari, magari aiutati da sondaggi statistici, esperti di comunicazione e dal mondo dei social”.

Condurre un programma quotidiano alle 8 del mattino richiede una disciplina ferrea. Qual è la tua “sfida” personale più grande nel gestire la maratona estiva della Rai?

“Senza dubbio conciliare la vita familiare con i miei due figli piccoli. Devo dire che la fatica dell’alzataccia passa in secondo piano, la reggo abbastanza bene e una volta preso il ritmo si va avanti. La vera complessità sta nell’organizzare l’estate quando le scuole chiudono per mesi e il caldo in città si fa rovente! Per fortuna la mia famiglia mi aiuta moltissimo. Poi c’è anche da dire che tendo a non riposarmi mai: voglio sfruttare al massimo il pomeriggio “libero” dal lavoro per stare con i bambini, una cosa che d’inverno, con i turni del Tg, mi riesce decisamente più difficile”.

Se dovessi scegliere una parola chiave o un obiettivo principale per questa nuova edizione di Agorà Estate, quale sarebbe?

“Una sola parola non mi basta, ne scelgo due: chiarezza dell’informazione e spontaneità nel contatto col pubblico. Dare la “sveglia” di notizie ai telespettatori, per me, significa informarli a fondo senza sovraccaricarli di pesantezza. Non mi pongo un obiettivo a lungo termine, preferisco pensare a lavorare bene giorno per giorno, con il sorriso ed essendo semplicemente me stessa. Ovviamente, visto che l’estate scorsa è andata benone, speriamo di replicare e, perché no, di migliorare ancora”!

In un’epoca di forte polarizzazione e fake news, come riuscite a usare le piattaforme digitali come reale valore aggiunto per l’informazione in tempo reale?

“Bisogna prestare una cura maniacale all’analisi delle fonti. Se si decide di mostrare contenuti “faziosi” o divisivi, è fondamentale farlo con estremo equilibrio, dando voce a tutte le parti e le opinioni in causa. La regola d’oro è specificare sempre, con assoluta chiarezza, il contesto da cui quei contenuti vengono estratti”.

Viviamo in un momento storico molto frammentato. Qual è la chiave di lettura per spiegare al pubblico a casa la complessità dei nuovi scenari geopolitici?

“Fare domande puntuali, sintetiche e chiare, e invitare ospiti capaci di dare altrettante risposte che vadano dritte al punto. Negli anni Agorà si è conquistata la fiducia del pubblico proprio perché seleziona con cura chi interviene. Quando si passa alla parte del talk politico, il segreto è saper bilanciare idee e opinioni contrapposte per offrire un’informazione che sia sempre accessibile e autenticamente pluralista”.

Accanto alla grande politica c’è il racconto dell’Italia, con la stagione turistica nel vivo. Che fotografia vi aspettate di dare del nostro Paese quest’estate? Emergeranno più le eccellenze o le difficoltà economiche delle famiglie?

“Già in queste prime settimane sta emergendo una tendenza forte: un ritorno alle vacanze in “patria”, complici anche le tensioni internazionali. Questa è sicuramente un’opportunità per il turismo italiano, da raccontare tra luci e ombre, eccellenze e criticità. Cosa emergerà di preciso lo scopriremo insieme ai telespettatori puntata dopo puntata. Non partiamo mai con una “tesi” precostituita da dimostrare, preferiamo porre interrogativi aperti attorno cui ragionare insieme”.

La tua estate invece sarà interamente al lavoro. Riuscirai a ritagliarti del tempo per staccare con la tua famiglia? Quale sarà il tuo “rifugio” ideale appena finirà il programma?

“Quando finirà il programma continuerò a lavorare. Non prevedo purtroppo un grande stacco, anche perché il mio figlio più grande a settembre inizierà la prima elementare e non potremo fare lunghi viaggi. Sono sicura, però, che, come l’anno scorso, riuscirò a ritagliarmi tanti bei weekend in famiglia tra il mare e la campagna, restando sempre abbastanza vicino a Roma. Quando sono con loro, per fortuna, mi viene spontaneo spegnere l’interruttore delle ansie lavorative”.

Sei più da viaggio avventuroso zaino in spalla o da relax totale in isolamento dal mondo?

“Decisamente da viaggio attivo e avventuroso. A maggio, ad esempio, abbiamo fatto con i bambini due settimane itineranti in camper in Andalusia. Ci piace molto praticare sport quando siamo in vacanza: trekking, bicicletta e sci d’inverno. L’imperativo categorico e irrinunciabile per me resta sempre uno solo: il contatto diretto con la natura”.

Per lavoro devi essere costantemente aggiornata. Nel tempo libero riesci a fare un “digital detox” o lo smartphone resta sempre sul tavolo?

“Questo è un tasto dolente. In famiglia cerchiamo di tenere smartphone e tablet lontanissimi dai bambini, loro non li usano mai, nemmeno per guardare i cartoni animati. Però purtroppo capita spesso che io debba rispondere a messaggi o mail di lavoro mentre sono con loro, e un po’ mi dispiace. Cerco sempre di spiegargli che si tratta di interruzioni professionali e che per me il telefono è un vero e proprio strumento di lavoro. Piuttosto, se posso, mi chiudo un attimo in bagno o vado in un’altra stanza per sbrigare la questione, in modo da tornare subito dopo da loro… a mani libere e con lo sguardo tutto dedicato a loro”.

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