di Daniele Pacchiarotti
Tra il glamour della moda, la scrittura e la solidarietà, una donna che ha trasformato l’amore per gli animali in una missione di vita.
Chi è Paola Desini?
“Sono stata maestra fino a quando ho scelto di dedicarmi completamente alla mia famiglia e di seguire un percorso di vita diverso. Ho molte passioni: la scrittura, l’arte, la moda e il mondo degli eventi, che mi ha permesso di conoscere persone straordinarie e vivere esperienze importanti. Ma il legame più profondo è sempre stato quello con gli animali. Nel tempo ho cercato di unire il mondo glamour e quello della solidarietà, convinta che bellezza e visibilità possano diventare strumenti preziosi per fare del bene.”
Paola, da dove nasce questa esigenza di donare questo amore così spassionato agli animali e soprattutto a quelli in difficoltà nei rifugi?
“L’amore per gli animali fa parte di me fin da bambina, ma alcuni incontri lo hanno reso ancora più profondo. Uno di questi è stato quello con la mia carissima amica Barbara Rosso, che purtroppo ho perso prematuramente. Da lei ho adottato Stella e, attraverso questo legame, ho continuato a sentire vicina una persona che amavo moltissimo. Da allora ho guardato con ancora più attenzione alla realtà dei rifugi: dietro ogni animale c’è una storia, spesso segnata dall’abbandono e dalla sofferenza, ma anche da una straordinaria capacità di continuare a fidarsi dell’essere umano. Aiutarli, per me, significa restituire loro dignità, amore e la possibilità di una nuova vita”.
Da queste emozioni nasce il libro “Salvami” e un progetto bellissimo: un calendario benefico che vede la partecipazione gratuita di modelle, attivisti, registi e fotografi altisonanti, a favore del Rifugio Villaggio San Francesco di Acilia e del Rifugio di Palombara Sabina. Perché fare tutto questo a titolo gratuito?
“Perché credo che il cuore della solidarietà sia la condivisione. Salvami nasce dal desiderio di trasformare le emozioni in qualcosa di concreto e di mettere talento, professionalità e visibilità al servizio di chi ha bisogno. L’incontro con il Villaggio San Francesco di Acilia mi ha fatto conoscere da vicino il lavoro straordinario dei rifugi; da lì sono nati libri e calendari benefici realizzati grazie alla partecipazione gratuita di modelle, fotografi, registi, attivisti e professionisti dello spettacolo e della moda. Un’altra esperienza importante è stata l’incontro con la mamma di Silvia Nobili, grande amante degli animali scomparsa prematuramente, attraverso la quale ho conosciuto il rifugio di Palombara Sabina. Oggi è in preparazione il Calendario 2027, dedicato anche alla memoria di Silvia e destinato a sostenere il rifugio. Dopo due calendari e due libri arriverà anche Salvami 3, incentrato su quanto gli animali possano diventare una vera forma di salvezza per noi nei momenti di crisi, fragilità o malattia”.
Paola, ascolta, ti fa molto onore tutto questo! Abbiamo capito perché ce l’hai spiegato e da dove nasce, ma vorremmo sapere soprattutto a chi è dedicato? A chi vuoi che arrivi questo messaggio?
“È dedicato prima di tutto agli animali che non hanno voce, a quelli che vivono nei rifugi e aspettano ancora qualcuno disposto a guardarli negli occhi e scegliere di amarli. Ma è dedicato anche a tutte le persone che, spesso lontano dai riflettori e con enormi sacrifici, si prendono cura di loro ogni giorno. Vorrei che il messaggio arrivasse a chi pensa che un piccolo gesto non possa fare la differenza, a chi sta valutando un’adozione e soprattutto ai giovani, perché imparino fin da piccoli che il rispetto per gli animali è una forma fondamentale di educazione e di civiltà. Con Salvami voglio raccontare soprattutto una verità: pensiamo di essere noi a salvare gli animali, ma molto spesso sono proprio loro a salvare noi”.
Grazie, Paola. Grazie a persone come te, i nostri amici a quattro zampe — e sicuramente anche parte dell’umanità — potranno sempre contare su una persona meravigliosa. Con quale auspicio ti senti di salutare e ringraziare i nostri lettori?
“Ringrazio GP Magazine e tutti i lettori per avermi dato la possibilità di raccontare una parte così importante della mia vita. Mi auguro che impariamo tutti a guardare il mondo con maggiore sensibilità e a ricordarci che anche un piccolo gesto può cambiare una vita: adottare, sostenere un rifugio, donare del cibo, dedicare del tempo o semplicemente condividere un appello. Vorrei concludere con il pensiero che meglio rappresenta tutto il mio percorso: «Noi crediamo di salvare loro, ma spesso sono proprio loro a salvare noi». Se attraverso i miei libri, i calendari e le iniziative solidali riuscirò anche soltanto a far arrivare questo messaggio a qualcuno, sentirò che tutto il mio impegno avrà avuto un significato. Perché ogni animale salvato è una storia che ricomincia”.




