È un’Italia che invecchia: come restare in salute

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di Alessandro Cerreoni

 

Ne parliamo in questa intervista con un medico esperto di salute e invecchiamento, che propone una visione integrata della persona anziana e ribalta molti luoghi comuni: dalla prevenzione che inizia molto prima della terza età, al ruolo centrale dello stile di vita, dell’alimentazione, del movimento e della medicina integrata. Un confronto diretto su ciò che oggi funziona — e su ciò che andrebbe urgentemente ripensato — per garantire non solo più anni di vita, ma più vita negli anni

In un Paese che invecchia più velocemente della media europea, il tema della salute nella terza età non è più una questione privata ma una vera sfida collettiva. L’aumento dell’età media della popolazione italiana porta con sé nuove criticità sanitarie, sociali ed economiche, imponendo una riflessione profonda su come si invecchia e, soprattutto, su come si possa invecchiare bene. Tra malattie cronico-degenerative, fragilità fisiche e psicologiche, solitudine e abuso di farmaci, il rischio è quello di una vecchiaia vissuta come inevitabile declino.

Ma è davvero così? Esiste un’alternativa a un invecchiamento segnato da acciacchi e dipendenza dalle terapie? E il nostro sistema sanitario è pronto a rispondere in modo adeguato e moderno alle esigenze di una popolazione sempre più longeva? Ne parliamo con il dottor Antonio Gorini.

L’Italia è una popolazione che come età media tende all’invecchiamento. A livello di salute e patologie quali criticità può determinare ciò?

“L’invecchiamento è un processo fisiologico cioè naturale. Un invecchiamento accelerato può essere un problema e ciò è dovuto principalmente ad un aumentato stress ossidativo delle cellule che lavorano male perché intossicate da inquinamento, cibi scadenti, stress, alcol, fumo, ecc. Invecchiare in salute è, pertanto, possibile. Nella maggior parte dei casi si invecchia con qualche acciacco più o meno serio. Ciò che sta aumentando sono le malattie cronico-degenerative come quelle cardiovascolari, le demenze, le forme di Parkinson, le malattie metaboliche come diabete e ipotiroidismo, artrosi e disturbi osteomuscolari”.

Essere anziani oggi, come ci si può mantenere in salute e in un equilibrio psicofisico ottimale? Soprattutto è possibile?

“E’ possibile! Bisogna iniziare a “trattarsi bene” prima di rendersi conto che siamo arrivati a 70 anni o più… La vera prevenzione di un sano invecchiamento inizia in gioventù, o comunque prima dei 60 anni. Per prima cosa bisogna avere consapevolezza di ciò che ci riempie di gioia le giornate, il nostro scopo di vita, le nostre passioni ed a queste dedicare più tempo possibile. Mantenere sempre un contatto con la natura. Passeggiare all’aperto, godersi boschi e montagne, il mare, gli animali, le piante… anche fare giardinaggio è una splendida attività… Recuperare un rapporto con l’Arte in tutte le sue forme, musica, teatro, pittura, scultura, ecc… Con il “bello”, che l’arte rappresenta. Fare attività fisica: il movimento è vita! Prendersi del tempo per “essere” nel silenzio! Mangiare alimenti il più naturali possibili, cioè quelli meno manipolati dall’industria alimentare. Arricchire la dieta di alimenti antiossidanti. Potete trovare sul web l’elenco degli alimenti divisi per indice ORAC, che indica il potere antiossidante (più alto è il numero e maggiore è la capacità antiossidante di quel prodotto). Ossigenare bene i tessuti facendo esercizi di respirazione e bevendo sufficiente acqua. È l’acqua che trasporta l’ossigeno alle cellule. Compensare con intelligenza gli acciacchi facendo uso di rimedi naturali”.

Ritiene che il sistema sanitario e i medici siano pronti a sostenere la salute della popolazione anziana andando anche oltre i protocolli standard?

“La storia recente ha dimostrato la disorganizzazione nella maggior parte d’Italia del sistema sanitario. Afflitto da decenni di mala-politica, taglio finanziamenti e riduzione all’osso del personale è già un miracolo che riesca a fare fronte alla quotidianità. L’ultraottantenne viene poco considerato nel processo di cura perché oramai troppo anziano e viene gestito con sufficienza e superficialità nella maggior parte dei casi. Si procede con la iper-prescrizione di farmaci per contrastare gli effetti della vecchiaia e poco altro si fa. Già più di 10 anni fa una ASL di Torino creò un ambulatorio per ridurre le terapie mediche delle persone, per lo più anziane, che per vari motivi arrivano ad assumere in media 14-18 medicine al giorno, spesso con interazioni tra loro e assunte da anni senza verifica della loro utilità. In primis servirebbe una responsabilizzazione della popolazione che deve prepararsi all’invecchiamento prima di arrivarci. Se si arriva mal ridotti ad età avanzate è sicuramente più difficile correggere il tiro.  In secundis bisognerebbe avere una classe medica preparata ad una visione d’insieme del paziente in modo da capire il fil rouge che lega diverse problematiche e curare, non solo con farmaci, la problematica di fondo. Infine, ma non per importanza, servirebbe un investimento dello stato su terapie occupazionali e riabilitative, educazione alimentare e sulla salute in generale, una rete di assistenza sul territorio per le fasce deboli. Se ne parla da decenni, ma avviene sempre il contrario”.

E’ ancora necessaria la figura predominante del geriatra o se oggi è importante affiancargli anche altri specialisti?

“Il geriatra e l’internista sono le figure che dovrebbero avere una visione integrale della persona. A loro richiesta possono intervenire altre figure a seconda delle necessità. A mio avviso sarebbe prioritario l’utilizzo di nutrizionisti, fisioterapisti e preparatori atletici, oltre agli specialisti per patologia”.

Quali sono le carenze che possono mettere a rischio la salute di un anziano?

“Principalmente la carenza di movimento, di socialità e di malnutrizione. La solitudine è terribile per tutti figuriamoci per un anziano con limitate capacità di movimento. Spesso la dieta è carente e predilige i carboidrati, più economici e più facili da cucinare, quando in realtà l’anziano ha meno bisogno di questi e più di proteine, vitamine e minerali”.

Il ruolo della medicina integrata e complementare nella formazione di uno stato di salute ottimale nella persona anziana qual è?

“Fornisce i nutrienti mancanti, consiglia la giusta alimentazione e fornisce le terapie naturali migliori. L’anziano spesso è intossicato da molti farmaci chimici e ne soffre le interazioni e gli effetti avversi. Per non parlare di alcune categorie di pazienti che devono evitare alcuni farmaci per le loro condizioni di base. I rimedi naturali liberano dalle tossine e sono validi sostituti di numerosi farmaci chimici senza avere effetti indesiderati, se prescritti da un medico competente in materia. Ciò che è alla base dell’invecchiamento, l’infiammazione e lo stress ossidativo, viene, infine, contrastato da numerosi ed efficaci rimedi naturali”.

Secondo lei sono cambiate le condizioni di salute media degli anziani in quest’ultimi 10-15 anni? In meglio o in peggio?

“Soprattutto gli ultimi 3 anni hanno dato una spinta certamente negativa sulla salute di tutta la popolazione e in particolare degli anziani, che si sono visti terribilmente isolati, minacciati da “morte imminente” per un virus respiratorio, che sembrava attenderli ovunque, fin sul corrimano delle scale o sul bancone del bar… Lo stato ansioso indotto e l’isolamento hanno creato un cocktail disastroso per la salute, unitamente a terapie spesso non idonee e spesso causa di squilibri generali come deficit del sistema immunitario, aumento dell’acidosi metabolica, della glicemia, una perdita di muscolatura, ecc, ecc. Questi squilibri non venivano/vengono corretti e alla lunga provocano enormi problemi alla popolazione anziana. Quello che osserviamo negli ultimi due anni sono anziani con situazioni infiammatorie molto forti, peggioramento delle situazioni cliniche precedentemente stabili, un invecchiamento accelerato. Pertanto, a maggior ragione dovrebbe diventare prioritario per le politiche nazionali l’impegno per migliorare lo stato di salute della popolazione”.

Spesso il rapporto anziani-medicine è un po’ complesso, nel senso che si tende a seguire stereotipi e luoghi comuni che negli anni sono stati superati dalla presenza di integratori utili per il loro benessere. Perché questa complessità?

“L’anziano negli anni ha trovato un delicato equilibrio tra tutte le sue funzioni, si è adattato al suo lavoro, al suo stile di vita, ha trovato compenso ai piccoli disagi come un ginocchio malconcio o una digestione più lenta… Andare a toccare un equilibrio così delicato richiede esperienza e buon senso. Non si deve intervenire bruscamente e a gamba tesa per modificare questi equilibri. Non è mai vantaggioso. Per questo anche l’uso di farmaci chimici che bloccano vie di funzionamento biologico andrebbe valutato molto bene, considerando anche che l’anziano elimina più lentamente il farmaco, quindi, richiede, spesso dosi minori.  La tossicità delle terapie con molti farmaci è frequente, pertanto, consiglio sempre, dove possibile, di sostituire la chimica industriale con farmaci naturali, molto più sicuri e tollerati. Ad esempio, invece dei classici antidolorifici/antinfiammatori, il cui uso è spesso abusato, possiamo utilizzare rimedi a base di curcumina, boswellia e arnica”.

Agli anziani per aiutarli a stare meglio si consiglia di bere tanto ma loro il più delle volte si dimostrano riluttanti, perché questa fatica a bere e soprattutto quanto è importante per loro bere?

“La nostra cultura insegna a bere quando sentiamo lo stimolo della sete. In realtà, dovremmo bere a prescindere, all’incirca un bicchiere di acqua ogni ora. L’acqua è vita! Trasporta l’ossigeno alle cellule e porta via le tossine, inoltre, è alla base della maggior parte delle reazioni chimiche dell’organismo e costituisce la gran parte del nostro volume corporeo. L’anziano in genere mangia meno e beve meno perché è più sedentario, svolge una vita con minori consumi. Già beveva poco prima, figuriamoci ora… Serve un cambio di cultura sulla corretta idratazione sin dalla giovane età, allora porteremo questa sana abitudine anche nell’età d’argento”.

 

Via Archimede 138 – Roma Info. 06 64790556 (anche whatsapp) www.biofisimed.eu – antonio.gorini@biofisimed.eu

www.miodottore.it/antonio-gorini/internista-nefrologo-omeopata/roma

 

 

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