Lisa Bernardini: “Onorerò al meglio la memoria di Sergio Pastore”

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di Alessandro Cerreoni

Un anno di riconoscimenti e di libertà. In questo 2026 il percorso professionale della giornalista Lisa Bernardini, che collabora con la nostra rivista da tantissimi anni, è stato scandito da importanti apprezzamenti.

 

Dopo aver ricevuto il “Premio Oscar Wilde”, in occasione dell’ultima Festa Internazionale della Donna le è stato conferito anche il prestigioso “Maria Callas Tribute Prize NY”. Iscritta all’Ordine dei Giornalisti del Lazio e socia pubblicista dell’Associazione della Stampa Estera in Italia, Lisa Bernardini è stata tra le personalità premiate lo scorso 7 marzo nella Grande Mela con il riconoscimento dedicato a Maria Callas, la leggendaria soprano scomparsa a Parigi il 16 settembre 1977. La figura della Callas continua a rappresentare un modello senza tempo di eccellenza artistica, determinazione, solidarietà e autentico empowerment femminile. Valori che trovano un naturale punto d’incontro con il giornalismo culturale, chiamato a costruire ponti tra passato e futuro, a interpretare i cambiamenti della società e a custodirne la memoria. In questo solco si inserisce anche “Storie di Donne – Eccellenze Italiane”, il format ideato dalla Bernardini quasi dodici anni fa, divenuto negli anni un punto di riferimento per il racconto dell’universo femminile. La prossima edizione, in collaborazione con ACSI presieduta da Antonino Viti, si svolgerà presso il Centro Studi Americani a Roma il 23 novembre. Apprezzato dagli operatori del settore per il suo elevato spessore culturale, l’approccio rispettoso e l’intensità narrativa, il progetto “Storie di Donne – Eccellenze Italiane” dà spazio a percorsi umani e professionali di particolare valore. Con il suo lavoro, la nostra collaboratrice si è affermata come una giornalista attenta, autorevole e rigorosa, distinguendosi per la capacità di raccontare e promuovere realtà culturali, artistiche e sociali spesso poco conosciute, contribuendo a renderle accessibili e apprezzate da un pubblico sempre più vasto.

Tra i più recenti sviluppi del suo percorso professionale figura l’adesione all’Associazione Giornaliste Italiane, della quale è entrata a far parte come socia. Un riconoscimento che si inserisce in un impegno da tempo rivolto ai temi della parità di genere, della valorizzazione del talento femminile e della corretta rappresentazione delle donne nel sistema dell’informazione. L’ingresso nell’Associazione rafforza il suo ruolo nel dibattito pubblico su questi temi e conferma la volontà di contribuire attivamente alla tutela della professione giornalistica e alla diffusione di una cultura dell’informazione sempre più libera, inclusiva e rispettosa dei diritti. La sua è una scrittura raffinata, capace di coniugare sensibilità, profondità e rigore, sostenuta da una naturale predisposizione per l’arte, la cultura e la valorizzazione del bello. Qualità che continuano a riscuotere apprezzamento in ambiti sempre più ampi.

 

Il Premio per il Cinema Indipendente “Sergio Pastore” rappresenta un riconoscimento importante, dedicato a una figura che ha lasciato un segno nel panorama cinematografico italiano. Che significato ha per te questo premio?

“Lo accolgo con profonda gratitudine e con grande emozione. Ricevere un riconoscimento intitolato a un uomo e professionista libero come Sergio Pastore significa entrare in contatto con una storia fatta di indipendenza creativa, passione e coraggio. Valori che appartengono anche al giornalismo quando viene esercitato con autonomia, rigore e rispetto della verità. Per me è un onore, che condivido idealmente con tutti coloro che credono nell’informazione come servizio alla collettività. Quindi, anche con la direzione di GP Magazine, a cui mi legano tanti anni di conoscenza e stima”.

Il premio ti è stato conferito nella categoria Giornalismo. Qual è, oggi, il ruolo di un giornalista nel raccontare il mondo della cultura e del cinema?

“Credo che il giornalista abbia il dovere di andare oltre la cronaca degli eventi. Raccontare la cultura significa custodire la memoria, valorizzare il talento e offrire chiavi di lettura che aiutino il pubblico a comprendere la realtà. Il cinema, in particolare, è uno straordinario specchio della società: raccontarlo significa anche raccontare le trasformazioni del nostro tempo”.

Nella comunicazione del premio si sottolineano il coraggio creativo e l’integrità di chi porta avanti i propri progetti in totale libertà di espressione. Sono principi che senti vicini anche alla tua attività professionale?

“Assolutamente sì. Ho sempre cercato di svolgere il mio lavoro con indipendenza di giudizio, senza inseguire le mode o le convenienze. La libertà di espressione è un valore irrinunciabile, ma comporta anche una grande responsabilità: quella di verificare i fatti, mantenere equilibrio e dare voce a chi spesso rimane ai margini del dibattito pubblico”.

Nell’esercizio del mestiere dedichi sovente particolare attenzione alle eccellenze italiane, ai diritti, alla cultura e alla valorizzazione del talento femminile. Quanto incidono questi temi nel tuo modo di fare giornalismo?

“Sono temi centrali. Attraverso il mio lavoro ho cercato di raccontare sempre persone e storie che meritavano visibilità, convinta che il giornalismo possa contribuire a creare cultura e consapevolezza. Le eccellenze italiane, il mondo dell’arte, il volontariato, la ricerca, l’imprenditoria e il talento femminile rappresentano un patrimonio prezioso che va conosciuto e valorizzato”.

Tra i premiati delle precedenti edizioni figurano autorevoli firme del giornalismo italiano.

“Il Premio, giunto alla V edizione ed organizzato su forte volontà della soprano ed attrice Sara Pastore – che ringrazio per avermi selezionato – negli anni ha premiato nomi incredibili di colleghi ed autori RAI. Ne cito giusto qualcuno tra i tanti, come Maurizio Costanzo, Bruno Vespa, Gigi Marzullo, Umberto Broccoli, Osvaldo Bevilacqua.  Questo riconoscimento lo considero davvero motivo di grande orgoglio. Sapere di essere entrata in un percorso che ha visto premiati professionisti di assoluto rilievo ha reso questo appuntamento ancora più significativo. È uno stimolo a continuare con lo stesso entusiasmo e con la stessa serietà che hanno guidato il mio modesto percorso professionale fino ad oggi. Mi impegnerò a meritarlo”.

Quale messaggio desideri rivolgere ai giovani che ti leggono e ti seguono?

“Di coltivare la curiosità, di leggere molto, di studiare e di non avere fretta. Il giornalismo richiede preparazione, capacità di ascolto ed empatia. La credibilità si costruisce giorno dopo giorno, con il lavoro, l’onestà intellettuale e il rispetto delle persone. Sono questi i valori che permettono a questa professione di mantenere la sua funzione sociale”.

Con quale sentimento ti eri preparata alla cerimonia del 24 settembre 2026 alla Casa del Cinema di Roma?

“Con emozione, riconoscenza e senso di responsabilità. Ogni premio rappresenta un punto di arrivo, ma soprattutto un nuovo punto di partenza. L’ho dedicato a tutte le persone che hanno creduto nel mio lavoro, ai colleghi che condividono la passione per un’informazione libera e a chi continua a pensare che cultura e giornalismo siano strumenti fondamentali per costruire una società più consapevole”.

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