Luisa Corna: Una nuova favola per il Pianeta dalla penna della poliedrica artista

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di Mariagrazia Cucchi

L’autunno è la stagione migliore per regalarsi una favola e in libreria c’è una nuova fiaba musicale firmata da Luisa Corna, nata per accompagnare i giovani lettori in un viaggio tra fantasia, musica e rispetto per l’ambiente: “Tofu e L’Isola di Plastica”. Il secondo capitolo delle avventure del piccolo-grande amico creato dalla celebre cantante e attrice è un’opera che dimostra ancora una volta la sua poliedricità e l’attenzione verso i più piccoli, pubblicata da ACAR KIDS. All’interno si trovano sette canzoni originali, ognuna con testo e spartito, pensate per avvicinare i bambini al mondo della musica in modo coinvolgente e creativo. L’amico Paolo Ruffini, autore della prefazione, la descrive così:

 

“Forse è questo che fanno le favole belle: non parlano ai bambini, parlano alla parte bambina che abbiamo dimenticato. Quella che crede ancora che ripulire un oceano sia possibile, che l’amicizia salvi, che il mondo si possa aggiustare insieme. Luisa ha avuto il coraggio più difficile: non spiegare, non insegnare, ma guardare. Guardare il mondo dal basso, come fanno le ‘persone basse’. E da lì, raccontarlo con leggerezza e serietà insieme, come solo le cose importanti sanno essere”.

 

La struttura del racconto è concepita proprio come un musical: ogni brano ha un ruolo preciso nello sviluppo della storia e contribuisce a raccontare emozioni, incontri e avventure dei protagonisti.  Il giovane extraterrestre e sua sorella Seitan si avventurano nello spazio trasportati da un magico arcobaleno, finendo su una distesa di immondizia galleggiante sull’acqua. Presto capiranno che il mare è invaso dalla plastica, al punto che si sono formate delle vere e proprie “isole di plastica”.  I due protagonisti fanno amicizia con alcune creature fantastiche del mondo sottomarino e insieme affrontano una serie di peripezie per ripulire il mare da uno di quegli enormi ammassi di rifiuti. Una storia fantasiosa ricca di colpi di scena che ci chiama a riflettere e a rispondere all’appello della natura per risolvere un’emergenza mondiale: salvare le acque del Pianeta dall’inquinamento.

 

Con questo secondo libro Luisa ci porta ancora una volta sulle ali della fantasia, affrontando temi di estrema attualità, per guardare al mondo non solo con gli occhi ma soprattutto con il cuore: “Mi è sempre piaciuto sognare, intendo sognare a occhi aperti. Lo facevo spesso da bambina, poi per diversi anni ho smesso – racconta – Da quando vivo al mare, però, qualcosa in me è cambiato. Il mare mi ha insegnato molto. Mi siedo sulla spiaggia e lo osservo in silenzio. Perdo lo sguardo nell’orizzonte, dove tutto sembra possibile e nulla ha davvero un confine. Osservo l’incedere costante delle onde sapendo che è, ogni volta, un nuovo inizio. Ascolto la loro voce: è una musica antica, infinita, che sfiora la riva e misura il tempo. Poi, all’improvviso, mentre sono assorta nei miei pensieri, qualcosa si spezza. La sporcizia di mani incaute rompe quell’armonia. È un dolore profondo, che arriva da lontano e che sale da acque stanche, inquinate. Eppure lui continua. Continua a cantare, a muoversi e a ricominciare. Chiedendo ancora, nonostante tutto, di essere ascoltato”.

 

A rendere particolare e immersiva a 360° la lettura ci pensano i QR code che permettono di ascoltare immediatamente la ricca playlist: Immagina di volare, Il cha cha cha dei pesciolini, Le principesse del mare, Che grande felicità, Il perepereppe, Il mare canta il rock, Amiamo il nostro mare, insieme alle splendide illustrazioni di Fiora Giovino che ne amplificano le suggestioni. Luisa è anche autrice dei testi delle canzoni, mentre le musiche sono firmate da Antonino Scala. Lo stile narrativo di Luisa, forte della sua lunga esperienza, prende per mano tra musica e parole, facendoci ritrovare quel bambino che vive ancora dentro di noi e che può riscrivere il destino del Pianeta, ovvero la nostra casa.

 

“Se mentre leggete vi viene voglia di proteggere il mare – aggiunge Paolo Ruffini – o di fare una domanda in più, o semplicemente di tornare a stupirvi… allora questa favola ha già fatto il suo lavoro. E forse, per un attimo, torniamo anche noi capolavori”. 

 

… E voi siete pronti a rispondere all’appello della natura?

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