Emanuel Ceruti: Risate, social e palcoscenico

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Emanuel Ceruti, founder del collettivo di comici Vico Alleria, ci racconta il suo percorso tra teatro, tv e nuova comicità sul web. Con “Vico Alleria”, lo scorso 12 dicembre è stato protagonista di uno spettacolo unico al Teatro Palapartenope di Napoli.

Emanuel, attore comico tra tv, social e teatro. Anche scrittore e autore. Di cosa non puoi proprio fare a meno?

“Fin da piccolo mi piacevano tutte le forme d’arte. Tra web, tv e teatro, il minimo comune denominatore è la recitazione e la comicità in tutte le loro forme. Il mio percorso è un po’ atipico: di solito si inizia sul web e poi si approda in tv. Io sono partito dalla tv con Made in Sud dopo tre anni di laboratorio, insieme a mio fratello. Eravamo i più giovani della trasmissione: la nostra inesperienza ci ha pagato ma ci ha anche temprati. È stata un’esperienza che mi ha fatto crescere molto. Successivamente sono approdato sul web dopo la chiusura della trasmissione e dei teatri a causa del Covid. All’inizio è stato difficile, ma con costanza mi sono dedicato al 100% alla creazione di contenuti per i social. Il teatro resta la mia più grande passione e non l’ho mai abbandonato. Grazie al seguito sui social, sono riuscito a portare i miei follower a teatro, e questa è stata senza dubbio la mia più grande soddisfazione artistica.”

Hai fondato Vico Alleria. Come nasce questo progetto e qual è la sua missione?

“Vico Alleria nasce da un progetto teatrale di due anni fa. Dopo il successo in teatro e la forte coesione tra noi, abbiamo deciso di collaborare e portare il progetto sul web con l’aiuto dell’agenzia 2WATCH, che ha subito sposato l’idea. È raro che giovani collaborino sul web senza invidie: il nostro gruppo è basato su passione e amicizia. Nei nostri video trattiamo la quotidianità, rendendola condivisibile, ma il nostro scopo è sempre lasciare un piccolo messaggio o un insegnamento. Per esempio, affrontiamo le difficoltà dei neo-trentenni nell’affermarsi nella società moderna, con poche certezze e stabilità, sia nel privato che nel lavoro.”

Il progetto è esploso sui social. Qual è la forza di questo progetto?

“Il nostro segreto è osservare la quotidianità e trarne spunto per gli sketch. Prima che comici, dobbiamo essere un po’ sociologi. Bisogna avere gli occhi aperti e guardare il mondo con spirito critico e osservatore.”

Dopo il sold out della scorsa stagione con “Buco”, tornate a teatro con “Social Attack” il prossimo dicembre. Cosa tratta lo spettacolo e cosa deve aspettarsi il pubblico?

“Come sempre, ci sarà tanto divertimento e risate. Il palco mescolato alla magia del pubblico è la nostra forza. Il teatro ci dà emozioni intense e speriamo che arrivino al pubblico con la stessa energia che proviamo noi. ‘Social Attack’ è una commedia tagliente, energica e piena di musica: una civiltà aliena decide di distruggere la Terra, giudicata irrimediabilmente rimbecillita a causa della dipendenza dai social network. Ne nasce uno show satirico sull’assurdità del mondo digitale, con sketch esilaranti e numeri musicali ad alto impatto. I personaggi, incapaci di vivere senza uno schermo, devono salvare il pianeta che loro stessi hanno contribuito a rovinare. Salire su un palco così importante è per noi motivo di grande orgoglio: un sogno finalmente realizzato. Far arrivare un messaggio al pubblico è fondamentale per noi.”

La tua comicità da dove trae ispirazione? Il quotidiano è molto presente…

“Il quotidiano è la fonte primaria di ispirazione. Il principio di condivisione spinge le persone a rivedersi nei video e a condividerli. L’importante è coinvolgere un target ampio, di diverse fasce d’età e generi.”

Avete tematiche sociali a cui siete legati e che presentate in chiave comica?

“Nei nostri video trattiamo il quotidiano, rendendolo condivisibile e lasciando sempre un piccolo messaggio. Ad esempio, le difficoltà dei neo-trentenni ad affermarsi nella società moderna: un’epoca piena di opportunità ma con poche certezze.”

Il vostro pubblico abbraccia diverse generazioni. La comicità è necessaria nella vita quotidiana?

“Il linguaggio della comicità deve essere universale. Chi lo fa ha un vantaggio: per esempio Checco Zalone parla a un pubblico ampio e trasversale. La comicità è una livella, un po’ come Totò riferendosi alla morte. La risata è un bene di tutti.”

La comicità può far riflettere. È questo che vi affascina?

“È fondamentale lasciare un messaggio, ma ci piace farlo in maniera leggera, con gag divertenti e a volte improvvisate. La comicità deve far riflettere: una risata può trasmettere un messaggio in modo limpido e pregnante.”

Emanuel, da founder, cosa sogni per il futuro di questo progetto?

“Siamo mossi dalla passione per questo mestiere e dall’amore per il teatro. Il nostro sogno è vivere facendo questo lavoro, far ridere la gente e regalare spensieratezza. Il nostro futuro è continuare a divertirci e crescere artisticamente senza bruciare le tappe.”

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