di Alessandro Cerreoni
È riconosciuta dall’OMS e sostenuta da numerosi studi scientifici, con efficacia nella gestione del dolore, ansia, insonnia e disturbi ormonali. Può integrarsi ad altre terapie ed è sicura a tutte le età. Le sedute offrono rilassamento e i risultati si notano già dopo poche applicazioni, sebbene la continuità sia fondamentale
L’agopuntura fa parte della Medicina Tradizionale Cinese (MTC). Insieme ad essa vi sono la Fitoterapia e la Nutrizione. La MTC nasce nel suo insieme per prevenire le malattie e, quindi, promuovere il benessere. Tant’è che si narra che in antichità il medico cinese non si facesse pagare qualora un suo assistito si ammalasse, proprio perché il suo compito era quello di non farlo ammalare.
L’agopuntura consiste nel posizionare degli aghi su punti particolari della pelle, chiamati punti di agopuntura, situati lungo vie energetiche che corrono lungo il corpo: i meridiani. La stimolazione di questi punti porta l’organismo a ritrovare l’equilibrio e a risolvere molti disturbi.
Oggi questa pratica millenaria è sempre più oggetto di interesse anche in ambito medico-scientifico. Ne parliamo con il dottor Antonio Gorini, con un medico esperto di agopuntura.
Rientra nel novero della medicina alternativa, ad oggi possiamo dire che è anche riconosciuta dalla comunità medico-scientifica?
“Rientra tra le medicine tradizionali e complementari. Il termine alternativo è ormai desueto, poiché oramai si è capito che la miglior terapia è quella che integra tutti gli strumenti migliori a disposizione. È riconosciuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) da molti anni e anche dai Ministeri della salute dei vari paesi. L’OMS ha previsto un piano di implementazione di tutte le medicine tradizionali nel mondo per la loro efficacia e il supporto olistico che danno nei vari sistemi sanitari nazionali”.
Ci sono studi che ne comprovano l’efficacia?
“Gli studi sono ormai numerosi anche in Occidente. Si è dimostrata l’efficacia in confronto con farmaci e anche con aghi messi in punti non di agopuntura e si è visto che solo pungendo i punti lungo i meridiani si aveva un effetto terapeutico, peraltro non inferiore a quello ottenuto con i farmaci”.
Quali sono i campi di azione, nel senso quali patologie si possono curare con l’agopuntura?
“Basti pensare che ogni centro di terapia del dolore utilizza l’agopuntura per capire il suo ruolo centrale nella gestione del dolore. Dolore osteomuscolare o neurogeno, riduzione degli effetti collaterali da chemioterapia, riequilibrio ormonale, trattamento degli stati d’ansia e di depressione, l’insonnia, tanto per citare alcune indicazioni”.
Oltre ad essere una terapia alternativa può essere considerata anche integrativa ad altre terapie?
“Certamente! L’unione fa la forza. Non vi è nessun impedimento ad usare altre armi terapeutiche anche di altri campi tradizionali come l’ayurveda, l’omeopatia, e ovviamente la fitoterapia e la chimica farmaceutica”.
Ci sono controindicazioni?
“Sono molto poche. In gravidanza bisogna evitare alcuni punti che possono stimolare le contrazioni uterine, per il resto è molto sicura”.
Come funziona e come agisce in termini semplici?
“L’ago stimola dei riflessi neuro-ormonali ed energetici per cui si ha una risposta di sostanze biochimiche e segnali biofisici, che vanno a rinforzare quelli mancanti o a disperdere quelli in eccesso. Alcuni segnali e molecole hanno effetto diretto sul sintomo, altri agiscono nel regolare l’intero sistema che ha perso l’equilibrio. Una vera medicina olistica, cioè che guarda sempre l’insieme e mai il particolare”.
Sicuramente esiste nell’ambito medico-scientifico un’ampia fetta di chi associa questa pratica a stregonerie varie… Qual è la risposta più intelligente e definitiva che si può dare a chi è affetto da scetticismo cronico?
“Direi prima di tutto che se fosse una pagliacciata non sopravvivrebbe da più di 6000 anni e non sarebbe inclusa nella maggior parte dei sistemi sanitari del mondo. Dopo di che basta andare a leggere i numerosi studi e libri pubblicati e sentire i miliardi di persone che la usano. Solo in Cina superiamo il miliardo…”.
Ovviamente non tutti i medici possono praticarla perché richiede preparazione. Qual è il percorso che bisogna fare per diventare un medico esperto di agopuntura?
“È una medicina molto complessa che richiede molti anni di studio e pratica. Per legge per esercitare l’agopuntura bisogna essere medici e aver frequentato un corso quadriennale in una scuola riconosciuta oppure un master universitario di II livello”.
Nell’ambito della tua esperienza di medico che pratica anche l’agopuntura, ti è mai capitato di avere a che fare con un paziente scettico e che poi si è ricreduto?
“Ma sì, molti. Purtroppo, spesso l’accesso alle medicine complementari avviene come ultima spiaggia, cioè lo scetticismo è battuto dallo stato di necessità. ‘Ho provato di tutto senza risolvere, non mi resta che…’. Con grande soddisfazione mia e stupore del paziente spesso si risolve il problema grazie al fatto che l’approccio di MTC permette di vedere la problematica in modo diverso con sguardo a 360° sul piano non solo della struttura, ma anche funzionale e mentale. Fatta la diagnosi, a quel punto la terapia dà i suoi risultati. Altro fattore importante è riuscire a spiegare in termini semplici e moderni il funzionamento di tutto ciò e far capire che dietro vi sono straordinarie conoscenze scientifiche, talmente incredibili che ancora oggi non riusciamo a spiegarci come sia possibile che fossero note diversi millenni fa”.
Molte persone temono gli aghi. L’agopuntura è dolorosa?
“È una delle paure più diffuse, ma nella maggior parte dei casi infondata. Gli aghi di agopuntura sono sottilissimi, molto diversi da quelli utilizzati per le iniezioni. Il paziente può avvertire una lieve sensazione iniziale, che spesso viene descritta come un pizzicore o una corrente leggera, ma non come dolore vero e proprio. Anzi, molti si rilassano talmente tanto da addormentarsi durante la seduta”.
Dopo quante sedute si iniziano a vedere i primi risultati?
“Dipende molto dal tipo di disturbo e da quanto è radicato nel tempo. In alcuni casi si percepisce un miglioramento già dalla prima o seconda seduta, in altri è necessario un ciclo più lungo. La cosa importante è la continuità e la personalizzazione del trattamento”.
Esiste un’età ideale per iniziare l’agopuntura?
“No, l’agopuntura può essere praticata a tutte le età, dai bambini agli anziani. Ovviamente con modalità e punti differenti. Nei bambini, ad esempio, spesso si utilizzano tecniche ancora più delicate, talvolta senza ago”.
L’agopuntura può aiutare anche nei disturbi emotivi?
“Assolutamente sì. Ansia, stress, attacchi di panico, tristezza profonda e insonnia sono tra le indicazioni più frequenti. Nella MTC mente e corpo non sono separati: quando l’energia è in equilibrio, anche la sfera emotiva ne beneficia”
È vero che l’agopuntura può aiutare a smettere di fumare o a perdere peso?
“Sì, può essere un valido supporto. Non fa miracoli, ma aiuta a ridurre l’ansia, il senso di fame nervosa e i meccanismi di dipendenza. Inserita in un percorso più ampio, può dare ottimi risultati”.
Cosa prova un paziente durante una seduta tipo?
“Spesso una profonda sensazione di rilassamento. Alcuni avvertono calore, altri una piacevole pesantezza degli arti, altri ancora una sensazione di energia che scorre. Tutte risposte assolutamente normali”.
Via Archimede 138 – Roma Info. 06 64790556 (anche whatsapp) www.biofisimed.eu – antonio.gorini@biofisimed.eu
www.miodottore.it/antonio-gorini/internista-nefrologo-omeopata/roma



