di Silvia Giansanti
Dalla nascita delle radio libere negli anni ’70 a oggi, il racconto appassionato di una vita interamente dedicata al microfono, tra sperimentazione, musica e informazione
Ancora una volta la radio è protagonista assoluta nella nostra rubrica mensile, quel potente mezzo che ha fatto avvicinare molti giovani dell’epoca, come il noto giornalista veneziano Davide Camera che ha sempre avuto le idee chiare, fin da giovanissimo. Davide fa parte della prima infornata di conduttori radiofonici, avendo iniziato a muovere i primi passi nel lontano 1979, in un momento sperimentale in Italia, dove le radio private spuntavano come funghi e ancora non avevano una regolamentazione ben precisa. I suoi esordi sono come speaker, ha scelto successivamente di intraprendere la strada del giornalismo radiofonico. Anche lui ha apprezzato gli anni ’80, perché sono stati anni che unirono l’artigianato alla qualità.
Davide, ricordi con precisione la data della prima volta in cui andasti in onda?
“29 settembre del 1979, a Radio Venezia Sperimentale. Definisco questa data un mio secondo compleanno, visto che il 29 settembre del 1986 divenni anche giornalista pubblicista”.
Com’è avvenuto l’aggancio con il mezzo radiofonico?
“Come tutti, da ascoltatore e da amante della buona musica che c’era a quei tempi. Visto che siamo figli di programmi famosi come ‘Altro Gradimento’, ‘Supersonic’ e altri, mi venne voglia di passare davanti ad un microfono. Feci delle finte trasmissioni con il gelosino insieme ad un amico che si chiamava Gianluca. E fu così che questo ragazzo di quindici anni, fu buttato in diretta dopo un provino nella radio veneziana di cui ho parlato”.
Ovviamente iniziasti senza paga.
“Certo, nelle piccole realtà locali non venivi pagato, ma fu una radio composta da tanti soci e mi trovai comunque ad avere la piena libertà artistica. Oggi questa radio non esiste più”.
Hai iniziato conducendo un programma musicale o ti sei dato subito all’informazione?
“Un programma musicale, anche perché avevo solo quindici anni. Ancora oggi sono un grande appassionato di buona musica, essendo nato negli anni ‘60”.
Andando indietro, ricordi il panorama radiofonico veneziano?
“Fu composto da tante radio che oggi non ci sono più. E’ rimasta soltanto una a Venezia, la prima ad essere nata e cioè Radio Vanessa che è l’equivalente di Radio Chat Noir. Per conformazione geografica, l’FM viaggiava in modo particolare e le radio tendevano a perdersi una volta superato un determinato confine. Poi nacque Radio Dogaressa, a seguire Radio Venezia International, una radio importante per l’epoca, ancora Radio San Marco Centrale, Radio Venezia Sperimentale, Studio 80, Radio S.Polo e molte altre che furono delle meteore. A Mestre la prima fu Radio Venezia. In questa zona le radio furono di livello superiore e i conduttori vennero pagati. A questo proposito cito Novaradio che mi permise di fare il salto di qualità, in cui andai nel 1981. Ricordo anche Radio Mestre Centrale che ripeteva le trasmissioni di Radio In, dove lavoravano grandi nomi come Emilio Levi e Teo Bellia. Ancora Radio Mestre, Radio Agorà, Radio Mestre 2000 e altre”.
Oltre a te chi altro di quelle zone, ha avuto una carriera?
“Potrei citare Luca Lazzari, anche se fa parte della seconda generazione di radiofonici. Un altro nome è quello di Alessandro Ongarato, giornalista di Mediaset corrispondente dal Triveneto. Inoltre all’epoca a Padova c’erano molti personaggi di spicco, come Glen White, Claudio Faggin, detto Mr. Frank The Voice e Tony Fuochi, il celebre doppiatore, scomparso qualche anni fa”.
Il momento in cui hai capito che potevi seguire questa strada.
“Da subito, ero molto determinato ad arrivare a fare la radio di un certo livello. A diciotto anni però ho preferito fare il giornalista per poter durare il più a lungo possibile, anche se qualcuno contestò la mia scelta. Quando andai a Novaradio e venni pagato, mi accorsi che la radio poteva divenire benissimo il mio mestiere”.
Non hai sbagliato, visto che sei ancora in onda. Quali sono i tuoi impegni attuali?
“Più di dieci anni fa sono tornato dalle mie parti per ragioni familiari, dopo aver lavorato per aziende importanti romane come RDS e l’agenzia Area, che fu il mio primo lavoro romano, dove peraltro ho ripreso a collaborare ovviamente da remoto. Inoltre collaboro con un’emittente senese, Antenna Radio Esse. Ho lanciato da poco tempo un mio progetto radiofonico e podcast che si chiama Newsroom che va in onda sulla mia web radio personale esistente dal 2019 e che è Radio7, sette volte radio. Ogni pomeriggio alle 17,30 si va in diretta con interviste e commenti sui fatti quotidiani con varie chiavi di lettura e che la sera diviene poi un podcast. Si tratta di un progetto al quale credo molto e che spero che abbia sviluppi futuri. Ho deciso di mettermi in gioco in prima persona, anche se ho superato i sessant’anni. Sono nato pensando radio e me ne andrò pensando radio”.



