di Mirella Dosi
In occasione della Giornata Internazionale della Donna, il tenore e cantautore Spero Bongiolatti è tornato sulle scene discografiche con un progetto che segna un punto di svolta nella sua carriera. “L’amore è come l’universo” non è solo un EP di quattro brani inediti nati al pianoforte, ma un viaggio spirituale dove il lirismo incontra la modernità.
Dopo aver solcato i palchi più prestigiosi del mondo e aver inaugurato eventi storici come il Giubileo della Misericordia, Bongiolatti propone una rinascita artistica che mette al centro la sensibilità, la figura femminile come energia creativa e la musica come strumento di pace.
Spero, il passaggio dalla formazione operistica con il leggendario Franco Corelli a una dimensione cantautorale così intima sembra un ritorno alle origini del pianoforte. Qual è stata la sfida più grande nel “tradurre” la potenza della voce tenorile in un linguaggio pop così personale ed elegante?
«Tutto parte dalle parole del Maestro Franco Corelli, che ascoltando la mia voce mi disse: “Sei un tenore di grazia, hai il velluto nella voce”. Attraverso il bel canto dell’Ottocento e un canto più dolce e popolare ho trovato il mio modo di essere cantautore. La mia scrittura cerca di unire questa tradizione con una sensibilità moderna, plasmando la voce nel rispetto del bel canto, ma con il desiderio di farla arrivare in modo semplice e diretto al cuore delle persone di oggi. Ci ho messo molti anni a capirlo: come scrivo nel mio libro Essere Voce, nel canto non deve vincere nessuna componente. Deve restare fluido, libero, naturale. Corelli diceva che il canto è un “gioco di fiato”: dopo più di vent’anni, quelle parole continuano a vivere ogni giorno nel mio respiro.»
Hai scelto di lanciare l’EP “L’amore è come l’universo” proprio l’8 marzo. In che modo la figura femminile ha influenzato la composizione di questi quattro brani?
«Nelle mie canzoni la presenza femminile è la fonte principale di ispirazione. Nasce dall’amore e dalla gratitudine per le figure che hanno segnato la mia vita: una madre straordinaria, mia moglie e, nella mia fede, la Vergine Maria. Per me il femminile rappresenta l’amore nel suo senso più vero: quello che sa donarsi e che rende l’uomo più completo. In questo EP, ogni traccia racconta quella parte femminile senza la quale noi uomini non saremmo integri. La donna è l’origine e la sensibilità che completa l’armonia dell’universo.»
In passato hai inaugurato il Giubileo della Misericordia e spesso parli della musica come di un “ponte”. In un momento storico complesso come quello attuale, quanto è importante che l’arte torni a essere uno strumento di pace?
«Mi sento, con umiltà, un piccolo poeta dei nostri giorni: uno che canta ciò che scrive e scrive ciò che sente. Nelle mie canzoni cerco sempre una luce che possa fare da ponte tra la terra e il cielo. Quale linguaggio può riuscirci meglio del canto? È un alito vibrante che esce dal corpo in cerca di anime da amare e coccolare. La mia musica vuole essere un piccolo momento di luce; oggi più che mai ne abbiamo bisogno per non lasciare che il buio prevalga.»
Dalle coreografie di Grease e le luci di Carramba che fortuna! fino ai grandi palchi della lirica: la tua carriera è incredibilmente eclettica. Quale di queste esperienze porti nel cuore mentre prepari il tuo nuovo “One Man Show”?
«Il mio One Man Show nasce proprio da questa vita di palcoscenico: teatro, opera, televisione e concerti accanto a grandi maestri. Da loro ho imparato che il palcoscenico è un luogo sacro. Quando sono lì mi sento a casa, ma con quella emozione profonda che ti ricorda la responsabilità di dare il meglio. In quel momento non sei più solo un interprete: diventi un’anima che dialoga con altre anime, creando una connessione unica e irripetibile.»
Cosa dobbiamo aspettarci dalle “storielle di vita” che accompagneranno i brani inediti durante lo spettacolo?
«Sarà uno spettacolo in parte autobiografico, ma con un linguaggio che parla a tutti. Attraverso il pianoforte e la chitarra racconto non solo la mia storia, ma l’idea che la musica possa migliorare la vita delle persone, unire, creare armonia e rendere il mondo un luogo un po’ più umano.»
