di Mariagrazia Cucchi
La bella stagione si avvicina e la mente già corre alle serate estive e agli appuntamenti con la musica che, inevitabilmente, si trasformeranno in un ricordo indelebile nella memoria di molti. Tra questi, si è affermato da anni lo Yoga Radio Estate, il popolare evento itinerante creato dal network emiliano Radio Bruno, trasmesso in tv da La5 e Italia 1, che ogni anno ospita i big della musica italiana del momento, insieme a veterani e star internazionali. Protagonista storico, speaker e pilastro delle serate di spettacolo è Enzo Ferrari che, tra un palcoscenico e una diretta radio, si concede un momento per raccontarsi.
Come è nata la tua passione per il palco?
“Sono passati tanti anni e ancora a questa domanda non riesco a dare una risposta precisa. Sembra assurdo, ma sono sempre stato uno molto timido” – spiega – “Poi però succede qualcosa sul palco a cui non so dare né una forma né un nome, perciò ho imparato a considerarla semplicemente una magia. Sento un ‘click’ e tutto cambia. Ho sperimentato e studiato molto in oltre vent’anni, arrivando a dire che non so bene come lo faccia, ma il mio lavoro mi riesce facile. Vi confido una cosa… Quando sono dietro le quinte, pronto a salire, con il regista che chiama gli ultimi secondi e il conto alla rovescia sempre più breve, penso: ma non potevo scegliere un mestiere con meno pressione!? Poi però basta varcare la soglia, sentire il boato del pubblico, le luci che ti scaldano la faccia, per attivare quel famoso click”.
Come gestisci il tuo rapporto con il pubblico?
“Ho la fortuna di presentare spettacoli che vedono protagonisti cantanti e artisti che stimo molto. All’inizio mi sentivo come un fan pieno di emozione, poi ho preso coscienza del mio ruolo e la situazione è migliorata. Ultimamente noi presentatori aspettiamo in hotel l’ultima riunione con gli autori, ma ho sempre preferito stare tra gli artisti il pomeriggio, durante le prove, perché è lì che, salutandoli e semplicemente chiacchierando, azzeri le distanze e vengono fuori gli spunti più interessanti che poi porti sul palco più tardi”.
Tanti veterani della musica presentati… C’è un aneddoto legato a loro che ami ricordare?
“Gianni Morandi a Firenze! Era l’artista d’apertura della prima puntata della prima stagione in onda su La5. La tensione era massima, eravamo pronti a seguire il copione ma lui, con la spontaneità che lo contraddistingue, si focalizzò sulla mia giacca e sul suo colore particolare, simile a ciò che indossava lui… Ho pensato: incredibile, spero che mia madre stia guardando, perché il suo idolo mi ha appena fatto un complimento! – ride – Oppure quando a Bologna l’ospite internazionale Bob Sinclair, durante l’intervista in inglese, rispose con accento francese: ‘Grazie Enzó!’ e all’improvviso mi sono reso conto che Bob Sinclair conosceva il mio nome!”.
Una vita in mezzo alla musica ma, a microfoni spenti, quali sono gli artisti che ascolti di più?
“Può sembrare strano ma ascolto pochissima radio – assicura – e mi diverto a creare le mie playlist, dove non mancano mai Michael Jackson, Cesare Cremonini, Harry Styles, Mahmood e il nuovo Sombr. Ho una passione smisurata per la musica funky”.
Quando non fa il presentatore, chi è Enzo?
“Negli anni ho iniziato a provare interesse per tutto ciò che c’è dietro le quinte ed è per questo che ho formato una squadra di lavoro con la quale offro servizi per lo spettacolo, dai contenuti alla fornitura tecnica per gli eventi. I miei clienti dicono di me che essendo abituato a stare sul palco riesco ad anticipare gli eventuali problemi che possono presentarsi in uno show. E nel tempo che avanza porto in scena F*NK YOU, il mio djset di musica Funky, rigorosamente suonato con i vinili”.
Progetti futuri?
“Del doman non v’è certezza, diceva qualcuno… E l’ambiente in cui lavoro ormai da venticinque anni di certezza non sempre ne dà, perciò mi sto concentrando sulla formazione di ragazzi che possano aiutarmi a concretizzare le mie idee per l’organizzazione e la gestione degli eventi. Dopotutto diffondere ciò che conosciamo è una cosa bellissima! Se dovessi dare un consiglio ai giovani, direi loro che partire dal basso, sperimentando la sana gavetta, è un percorso che forma e premia sempre”.
… E allora, che sia da una consolle, da un palco, dalla frequenza di una radio o un canale tv, prepariamoci a una nuova stagione di musica da vivere e ricordare insieme!
(Crediti foto: Andrea Brusa, Alessandro Russo)



