di Antonio Desiderio
Nel cuore pulsante di Teatro di San Carlo, tempio della danza e della grande tradizione lirica internazionale, cresce e si afferma il talento di Salvatore Manzo, oggi Primo Ballerino. Un percorso costruito con disciplina, sacrificio e passione, iniziato quasi per gioco durante l’infanzia e diventato, negli anni, una straordinaria carriera artistica. Dalla formazione tra Napoli e Londra fino ai ruoli da protagonista sui palcoscenici più prestigiosi, Salvatore racconta con sincerità il suo cammino nella danza, le emozioni della nomina a Primo Ballerino, gli incontri che hanno segnato la sua vita artistica e il profondo legame con la sua città. Un’intervista intensa e autentica, in cui emerge tutta la sensibilità di un artista che vive la danza come forma assoluta di libertà
Caro Salvatore grazie di aver accettato il nostro invito. Come è arrivata la Danza nella tua vita?
“Ho capito molto presto di voler danzare, quasi istintivamente, fin da bambino. Ho iniziato a studiarla grazie a mia sorella, che già frequentava corsi di danza. Accompagnandola, mi sono avvicinato a questo mondo e da lì è nato tutto. La consapevolezza di poter trasformare questa passione in una professione però è arrivata più tardi, attraverso lo studio costante, i sacrifici e i primi riconoscimenti”.
I tuoi studi di danza iniziali…
“Ho studiato con i maestri Rosa Varriale e Francesco Imperatore, che hanno avuto un ruolo fondamentale nella mia formazione. Successivamente ho proseguito il mio percorso alla Royal Ballet School di Londra, Upper School: un’esperienza che mi ha arricchito profondamente sia dal punto di vista artistico che umano”.
Poi l’arrivo al Teatro San Carlo…
“Ho iniziato la mia carriera all’estero con l’English National Ballet di Londra. Dopo alcuni anni, però, sentivo il desiderio di lavorare in una compagnia italiana, così ho fatto l’audizione per il Teatro San Carlo, iniziando una nuova fase del mio percorso artistico. Mi considero molto fortunato: poter vivere della mia professione proprio a Napoli, la mia città d’origine, in uno dei teatri più belli al mondo, è un privilegio enorme”.
Il tuo primo ruolo importante qual è stato?
“Ricordo con grande emozione il mio Primo ruolo importante: “Il Cigno”, una creazione del coreografo Shen Wei in ‘Carmina Burana’. Nel repertorio classico, invece, il mio primo ruolo da protagonista è stato quello del Principe ne ‘Lo Schiaccianoci’, nella versione di Lienz Chang, una delle prime persone ad aver creduto in me e che porterò sempre con gratitudine nel cuore”.
Poi un bel giorno, arriva la tanto attesa nomina a Primo Ballerino. I tuoi ricordi?
“La nomina a Primo Ballerino è stata una delle soddisfazioni più grandi della mia vita: un momento indescrivibile, carico di emozione e gratitudine, che ha ripagato anni di lavoro e sacrifici. Allo stesso tempo rappresenta anche una grande responsabilità: è un punto di partenza, non di arrivo, perché ogni ruolo e ogni debutto rappresentano una nuova sfida e un’occasione per mettersi continuamente alla prova”.
Il tuo modello di danzatore?
“Non ho un solo modello, ma mi ispiro a tutti quei danzatori che riescono a unire tecnica impeccabile e grande capacità interpretativa. Ho sempre ammirato chi riesce a emozionare il pubblico in modo sincero”.
Il ruolo che più ami?
“Amo i ruoli che mi permettono di raccontare una storia intensa, soprattutto quelli ricchi di sfumature emotive come Albrecht, Siegfried, Lenskij…dove posso esprimere davvero me stesso, sia tecnicamente che artisticamente”.
Una partner rimasta nel tuo cuore?
“Una partner che resta nel cuore è quella con cui si crea una vera sintonia, artistica e umana. Quando c’è fiducia reciproca, tutto diventa più autentico sul palco e ogni spettacolo diventa speciale. Ho la fortuna di condividere la scena con persone e artiste straordinarie, tutte ballerine di grande valore. In particolare, Claudia D’Antonio, anche lei Étoile del Teatro San Carlo: balliamo insieme da tantissimi anni e abbiamo condiviso esperienze importanti in tutto il mondo, oltre a momenti intensi e significativi, come la nostra nomina a Étoile”.
Progetti futuri?
“Continuare a crescere artisticamente, affrontare nuovi ruoli e ampliare il mio repertorio. In futuro mi piacerebbe anche trasmettere la mia esperienza alle nuove generazioni”.
La danza per te in una sola parola.
“Libertà”.
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