Dopo essere stata la protagonista dell’estate con il brano “Pasaporte”, la top dj di fama internazionale da migliaia di followers, Georgia Mos, incanta Venezia con eleganza e personalità sul Red Carpet alla 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia per la premiere del film “Company”, scegliendo un sofisticato total black, espressione di un’eleganza contemporanea e cosmopolita.
Per l’occasione Georgia Mos ha indossato una creazione Avaro Figlio: un abito nero strapless dalla silhouette scultorea, con bustier strutturato impreziosito da dettagli luminosi tono su tono. L’ampia gonna in satin, costruita attraverso volumi architettonici, drappeggi e linee asimmetriche, dona movimento alla silhouette e un forte impatto scenografico.
Ma torniamo a parlare del suo ultimo successo “Pasaporte”, della musica, dei suoi progetti e dei suoi sogni…
E’ tornata la musica di Georgia Mos e l’estate (che sta per terminare) si è accesa. Da dove è nata l’idea di “Pasaporte” in collaborazione con Kanu?
“’Pasaporte’ nasce dalla voglia di raccontare la libertà che si prova quando si viaggia, si scoprono nuove culture e ci si lascia trasportare dall’energia di luoghi e persone diverse. E’ un brano nato precisamente durante un viaggio in India durante un camp di scrittura musicale organizzato da Seven Songs. Ho cercato di creare una traccia che fosse immediatamente coinvolgente, capace di far ballare ma anche di evocare immagini, colori ed emozioni. È un brano afro house che porta con sé il calore dell’estate, il desiderio di partire e avere sempre il passaporto in mano e la sensazione che ogni viaggio possa trasformarsi in un’avventura indimenticabile”.
Un testo che ti rappresenta, un omaggio anche al viaggio e a tutto quello che l’esperienza del viaggiare porta con sé, che conosci molto bene.
“Assolutamente sì. Negli anni ho viaggiato moltissimo per Il mio lavoro e ho avuto la fortuna di esibirmi in tantissimi Paesi e ogni viaggio mi ha lasciato qualcosa di unico. “Pasaporte” parla proprio di questo: della curiosità verso il mondo, degli incontri, delle emozioni e delle esperienze che ci cambiano. E’ dedicata a tutti quelli che amano viaggiare, scoprire e che hanno sempre la valigia pronta per partire! Mi rappresenta molto perché il viaggio è diventato parte integrante della mia vita e anche della mia identità artistica”.
La tua musica è in grado di catapultarci in una dimensione specifica di good vibes dal clima molto internazionale. Come nascono in genere le tue produzioni e la musica cosa è per Georgia Mos?
“La musica ha fatto parte della mia vita fin dagli inizi. Ho iniziato nella mia città Sanremo a studiare canto e chitarra da piccolissima fino poi ad appassionarmi di musica elettronica. Le mie produzioni nascono spesso da esperienze vissute durante i tour, da sonorità che scopro in giro per il mondo e dall’incontro tra culture diverse. Mi piace creare brani che possano essere ascoltati e compresi ovunque, senza confini. La musica è il modo che ho per raccontare chi sono e per entrare in connessione con le persone, anche senza parlare la stessa lingua”.
L’estate è sicuramente la stagione che preferisci, una stagione ricca di musica e di concerti che anche quest’estate ti hanno portata in giro per il mondo. Per arrivare poi a Venezia. La dimensione live cosa rappresenta per te e quali differenze noti tra il pubblico italiano, europeo ed internazionale?
“Il live è la parte più bella del mio lavoro. È il momento in cui tutta l’energia che metto nella musica torna indietro amplificata dal pubblico. Ogni Paese ha la sua identità: il pubblico italiano è molto caloroso e passionale, quello europeo spesso ha una grande cultura della musica elettronica, mentre in molti Paesi extraeuropei si percepisce un entusiasmo incredibile e una grande voglia di lasciarsi andare. La cosa che accomuna tutti, però, è la capacità della musica di unire le persone in un’unica emozione”.
Sei partita dal programma TOP DJ in onda per Italia 1, allora eri l’unica donna. Da lì una carriera internazionale in continua ascesa. Che ricordi hai di quell’esperienza e cosa è successo dopo?
“TOP DJ è stato sicuramente un momento importante del mio percorso. Essere l’unica donna in gara mi ha dato ancora più motivazione per dimostrare il mio valore. Ho ricordi molto belli di quell’esperienza perché mi ha dato visibilità e mi ha permesso di farmi conoscere da un pubblico più ampio. Dopo il programma sono arrivati i tour internazionali, le collaborazioni e tante opportunità che mi hanno portata a costruire una carriera che non avrei mai immaginato quando ho iniziato”.
Donne in consolle e parità di genere. Cosa pensi a riguardo e come è stata la tua esperienza? C’è ancora molto da fare per le donne anche in questo settore?
“Negli ultimi anni sono stati fatti grandi passi avanti, ma credo che ci sia ancora margine di crescita. La cosa più importante è che il talento venga valutato sempre per quello che è, indipendentemente dal genere. Personalmente ho sempre cercato di farmi spazio attraverso il lavoro, la preparazione e la determinazione. Oggi vedo molte più opportunità rispetto al passato e questo è un segnale molto positivo. Spero che le future generazioni potranno solo che migliorare”.
A tal proposito tu hai sempre supportato il talento femminile aiutando le nuove generazioni e le DJ del domani. In questo senso, da coach di Lady J, come è stata quest’esperienza e che futuro vedi per il mondo della consolle in rosa?
“È stata un’esperienza bellissima perché mi ha permesso di condividere quello che ho imparato in questi anni. Ho conosciuto ragazze talentuose, determinate e appassionate. Credo che il futuro sia estremamente promettente: ci sono sempre più donne che scelgono questo percorso e che lo affrontano con professionalità e competenza. Mi auguro che vedremo sempre più protagoniste femminili sui palchi internazionali perché nelle Line up sono sempre troppo poche paragonate agli uomini e vi assicuro che di brave ce ne sono!”.
A una giovane DJ che desidera affermarsi, quali sono i consigli che ti sentiresti di dare?
“Direi di studiare, allenarsi tanto e avere pazienza. Oggi è facile concentrarsi solo sulla visibilità, ma la differenza la fanno la preparazione e la costanza. Bisogna trovare la propria identità, non avere paura di essere diversi e continuare a credere nel proprio percorso anche quando i risultati non arrivano subito”.
Le collaborazioni dei tuoi sogni?
“Ci sono tanti artisti che ammiro. Mi piacerebbe collaborare con produttori e cantanti capaci di unire mondi musicali diversi, perché adoro la contaminazione tra generi e culture. Più che fare nomi specifici, mi entusiasmano i progetti che nascono in modo spontaneo e che permettono di creare qualcosa di nuovo e autentico”.
Progetti e sogni futuri nel cassetto?
“Continuare a portare la mia musica in giro per il mondo, pubblicare nuove produzioni e crescere sempre di più come artista. Sto lavorando a nuova musica e a progetti che mi permetteranno di esprimere ancora meglio la mia identità. Il sogno rimane quello di continuare a emozionare le persone attraverso la musica e vivere esperienze sempre più grandi a livello internazionale”.