Farmaci e disintossicazione: quando curarsi può essere un rischio

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di Alessandro Cerreoni

Dall’aumento dell’uso di medicinali alle possibili conseguenze sull’organismo nel lungo periodo: un’analisi sul sovraccarico farmacologico e sull’importanza di depurazione, prevenzione e stili di vita sani per ristabilire l’equilibrio del corpo e ridurre l’impatto delle terapie prolungate.

 

Ad ogni male c’è un rimedio… anzi un farmaco. Negli ultimi anni c’è l’impressione che il consumo di medicinali sia aumentato a dismisura. Un sovraccarico di farmaci non è mai un bene per l’individuo e in questo articolo trattiamo – nei limiti del possibile – l’argomento legato alla disintossicazione e al drenaggio. Ne parliamo con il dottor Antonio Gorini.

E’ sempre più crescente – per vari motivi – l’assunzione dei farmaci da parte dell’individuo. Al di là dei benefici relativi alla patologia per i quali si richiede l’assunzione, a lungo andare cosa accade nel nostro organismo?

“In Italia le principali malattie sono quelle cronico degenerative, che vengono gestite con un controllo farmacologico per lo più dei sintomi. Aumentando i sintomi o le alterazioni negli esami di laboratorio, si aumentano i farmaci. Siamo al punto in cui molti anziani assumono ogni giorno più di 12 farmaci. Alcuni di questi vengono prescritti molti anni prima e raramente vi è una revisione della terapia in base alle nuove condizioni del paziente o in base alle interazioni dannose che possono avere questi mix chimici. Da qualche anno alcune ASL in Italia hanno istituito degli ambulatori per “de-prescrivere” i farmaci… La situazione deve essere veramente grave. Di sicuro comporta un’ingente spesa economica per le Regioni, dall’altra parte qual è l’impatto sulla salute? A questa risposta non sappiamo rispondere poiché non esiste una sorveglianza “stretta” sull’uso prolungato dei farmaci e delle loro interazioni. Le aziende che producono i farmaci hanno il brevetto per 10 anni finiti i quali, perso il brevetto, non spendono più soldi per effettuare studi di nessun tipo. Pertanto, cosa può succedere nel prendere un qualunque farmaco per 20-30 o più anni nessuno lo sa.  Personalmente io propendo per una continua revisione della terapia ad ogni visita di controllo, levando ciò che non è più utile o che ha interazioni con nuovi farmaci. Soprattutto conto sulle modifiche degli stili di vita e sull’integrazione di farmaci naturali per riequilibrare le funzioni alterate e ridurre significativamente i farmaci chimici”.

Quali possono essere i farmaci che maggiormente possono incidere e/o alterare la normale funzionalità dell’organismo?

“Come dicevo prima non possiamo essere precisi e indicare farmaci specifici. Possiamo solo fare qualche accenno che ha prove scientifiche.  Ad esempio, sappiamo che un uso superiore a 5 grammi l’anno di farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), come ibruprofene, acido acetil salicicilico, ecc., può danneggiare la funzione renale. L’uso di inibitori di pompa protonica (i cosiddetti gastroprotettori) è sconsigliato per lunghi periodi e ha dimostrato un aumento di danni a cuore e vasi sanguigni, ma anche ai reni e alle ossa, per non parlare di problemi digestivi. L’uso sconsiderato degli antibiotici fa in modo che i batteri diventino sempre più forti e resistano all’azione del farmaco, inoltre, qualunque terapia antibiotica genera un’alterazione dell’ambiente intestinale (disbiosi), che richiede molto tempo per tornare alla normalità, se non si interviene prontamente. L’uso di cortisone per molti anni provoca innalzamento della glicemia e dei valori di pressione sanguigna, danneggia il tessuto connettivo e le ossa, ma molto spesso è un farmaco indispensabile per controllare malattie serie. In definitiva, bisogna sempre fare un calcolo dei pro e dei contro”.

E’ possibile disintossicarsi e/o “ripulire” l’organismo in caso di assunzione di farmaci?

La maggior parte dei farmaci rimane nel nostro corpo per poche ore, pertanto, con la sospensione dopo poco non ne troviamo più in circolo. I nostri sistemi di eliminazione (reni e fegato su tutti) lavorano alla grande! Bisogna fare di tutto per ridurre al minimo essenziale i farmaci! Trovare altre soluzioni è fondamentale! Certo, cambiare stili di vita richiede impegno e i rimedi “alternativi” possono costare, mentre i farmaci li passa la ‘mutua’ e de-responsabilizzano il paziente, che pensa di stare facendo il massimo che può per stare bene…. Certamente possiamo prevenire e controllare gli effetti collaterali dei farmaci con terapie naturali, laddove sia impossibile sospendere la terapia chimica”.

Disintossicazione e drenaggio sono due facce della stessa medaglia?

“Diciamo che la differenza tra i termini è sottile e non credo interessi troppo i lettori. Nel nostro mondo moderno e industrializzato, sempre più lontano da stili di vita “naturali” e salutogeni, introduciamo, volontariamente o meno, una quantità enorme di sostanze che possono essere dannose. Attraverso l’aria, il cibo, l’acqua, i farmaci, le radiazioni ambientali introduciamo moltissime molecole o informazioni di cui non sappiamo i nomi, non sappiamo cosa facciano e come interagiscano con noi e tra di loro. Pertanto, tenere sempre in buona efficienza i sistemi di disintossicazione e di escrezione del nostro organismo è indispensabile”.

In che modo è possibile disintossicarsi, drenare e/o ripulire l’organismo?

“I modi sono molteplici e non possono essere indicati tutti. In ogni caso è meglio sempre individualizzare questo tipo di trattamento. Intanto, bere acqua pulita in quantità (30 ml per kg di peso corporeo) e con pH alcalino (solo lontano dai pasti); fare attività fisica (meglio se all’aperto); il digiuno o semi-digiuno periodico (settimanale, mensile, …); fare un periodo di 2-3 giorni di dieta idrica e vegetariana; utilizzare terapie naturali che aiutano i sistemi biologici di disintossicazione e drenaggio; integrare vitamine, antiossidanti e minerali che possono diventare carenti in corso di intossicazione dell’organismo”.

Spesso si associa la disintossicazione con l’uso di fitoterapici? Cosa propone la natura in tal senso?

“Madre Natura fornisce piante che aiutano la funzione epatica, che è il principale organo disintossicante. Tra queste il Tarassaco e il Cardo mariano sono le più famose. Vi sono anche piante che aiutano la funzione renale come, ad esempio, l’ortica e la betulla. Non dimentichiamo gli antiossidanti di origine naturale come la quercetina, il resveratrolo, la polidatina e molti altri”.

E l’omeopatia?

“L’omeopatia utilizza rimedi semplici e composti che aiutano il corpo a eliminare le tossine. In particolare, i rimedi omotossicologici sono pensati proprio per favorire ciò. Alla base dell’omotossicologia vi è il concetto che la malattia è un meccanismo con cui il corpo cerca di eliminare le tossine. Pertanto, sono molti i rimedi che aiutano a fare ciò. Citarne tutti i nomi sarebbe inutile e richiederebbe molto spazio. Non dimentichiamo che la terapia omeopatica, omotossicologica e low dose in generale DEVE essere personalizzata sul singolo individuo”.

Facciamo un esempio: assunzione di antibiotici. Cosa è consigliabile fare per disintossicarsi, drenare e/o ripulirsi?

“Come dicevamo prima, l’antibiotico scompare dopo poche ore dalla fine della somministrazione. In questi casi dobbiamo pensare soprattutto a ripristinare l’equilibrio della flora batterica intestinale utilizzando dei probiotici (quelli che una volta venivano chiamati fermenti lattici) di qualità. Dobbiamo assumerli per almeno 2-3 mesi per ripristinare l’intestino. In casi più complessi può essere utile una pulizia intestinale con chelanti specifici e/o rimedi naturali antinfiammatori e riparatori della parete intestinale. È importante anche curare l’alimentazione, privilegiando cibi freschi, ricchi di fibre e poveri di zuccheri raffinati, che favoriscono la ricostruzione di una flora batterica sana. Una buona idratazione aiuta l’organismo nei processi fisiologici di eliminazione delle tossine. Anche il riposo e la riduzione dello stress contribuiscono al riequilibrio del sistema immunitario e intestinale. Infine, è sempre consigliabile personalizzare il percorso con il proprio medico o specialista, per valutare eventuali integrazioni mirate e monitorare il recupero dell’equilibrio intestinale nel tempo”.

 

Via Archimede 138 – Roma

Info. 06 64790556 (anche whatsapp)

www.biofisimed.eu – antonio.gorini@biofisimed.eu

www.miodottore.it/antonio-gorini/internista-nefrologo-omeopata/roma

 

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