Con oltre 550 mila follower su Instagram, Lorenzo Mirandola è diventato uno dei punti di riferimento in Europa per chi sogna di vedere l’aurora boreale. Dalla formazione da ingegnere ambientale alla vita nell’Artico, ha trasformato una passione coltivata fin da bambino in un lavoro che lo porta ogni notte a inseguire uno degli spettacoli naturali più affascinanti al mondo. In questa intervista ci racconta come tutto è iniziato, i falsi miti più diffusi e i segreti per vivere davvero l’aurora boreale.
Lorenzo, sei il “cacciatore di aurore boreali” più seguito sui social. La tua community vanta oltre 550 mila followers solo su Instagram. Ma come è nata la tua passione per l’aurora boreale?
“Onestamente da quando ero bambino sognavo di vedere l’aurora boreale, tanto è che ho fatto l’esame delle elementari sulla Lapponia e sull’aurora boreale. La prima volta che sono venuto in Lapponia non avevo idea di quanto l’aurora potesse cambiarmi la vita. L’ho vista una notte, completamente da solo nel freddo: era settembre e sono corso fuori con maglietta a maniche corte e pantaloncini ed è stato come prendere una scossa. Da quel momento ho capito che non sarei più tornato indietro. È iniziato tutto come una semplice curiosità, poi è diventata una dipendenza sana… e oggi è il mio lavoro e la mia passione.”
Raccontaci il tuo percorso fino a qui, da ingegnere ambientale a “cacciatore esperto” di aurora boreale.
“Ho studiato ingegneria ambientale in Italia e ho sempre avuto un legame forte con la natura. Ma sentivo che non era abbastanza. Volevo vivere fuori, volevo vivere l’ambiente, non solo studiarlo. Nel 2016 ho scelto Oulu come posto per il mio Erasmus: era il luogo più a nord che potessi scegliere e l’unico dal quale si poteva osservare l’aurora boreale. Lì sono iniziate le mie cacce all’aurora boreale, prima a piedi e poi successivamente in bici. Spesso, quando i miei amici erano a feste, io scappavo fuori e andavo a caccia di aurore. Ho iniziato a lavorare come guida nel 2018, prima come guida in aereo per la caccia all’aurora boreale e poi in vari tour. In quel periodo ho visto molte persone che venivano letteralmente prese in giro e portate sotto cieli coperti.”
L’aurora boreale è uno spettacolo che affascina davvero tutti. Quali sono le domande più frequenti che ti fa la tua community? Perché c’è sempre tanto fermento ed eccitazione?
“Le domande più frequenti sono sempre le stesse: ‘Si vede anche se nevica?’ ‘Qual è il mese migliore?’ ‘Qual è il giorno migliore?’ ‘Che app usi?’ ‘A che ora esce?’ ‘C’è la luna, quindi non si vede?’ ‘In questo paese la vedo sicuro?’. Credo che l’aurora affascini così tanto perché è uno spettacolo vivo, imprevedibile. Non è come un monumento: può esplodere nel cielo in un minuto e sparire subito dopo. È qualcosa che ti fa sentire piccolo ma vivo. Chi la vede per la prima volta si emoziona sempre: non ho mai visto nessuno rimanere indifferente.”
In Lapponia hai fondato Arctic Road Trips con l’intento di offrire un servizio unico per chi vuole vedere l’aurora boreale. Quali esperienze proponete e cosa vi differenzia?
“Noi facciamo una cosa molto semplice, ma che quasi nessuno fa: viaggiamo inseguendo l’aurora, non stando fermi nello stesso posto. Organizziamo road trip di più giorni tra Finlandia, Svezia e Norvegia. Ogni sera ci spostiamo in base al meteo reale, non a un programma fisso. È per questo che abbiamo il 100% di successo da cinque anni. Facciamo tutto in piccoli gruppi, in modo autentico: niente turismo di massa, niente finte promesse. Per chi non riesce a fermarsi più giorni offriamo anche il tour di una notte, dove le persone pagano solamente se vedono l’aurora boreale da Rovaniemi. E le escursioni sono disponibili anche con guida in italiano.”
Molti pensano di poter vedere l’aurora boreale semplicemente trovandosi in un paese artico. Ma non è propriamente così, giusto?
“Esatto… questa è la più grande illusione. Non basta essere in Lapponia per vedere l’aurora. Se il cielo è nuvoloso, puoi anche essere nel posto migliore del mondo e non la vedrai mai. Molte volte bisogna guidare ore, cambiare paese, scappare dalle nuvole, controllare i venti, l’umidità, la radiazione, i gap nel cloud cover. Insomma: bisogna cacciarla, non aspettarla. Anche se hai il cielo sereno tutta la notte devi sapere quando essere fuori. Tanti che vanno da soli perdono sempre la parte migliore della notte.”
Tantissimi si avvalgono di app e sistemi per cacciarla: funzionano davvero?
“Le app sono utili… per capire se forse succede qualcosa. Ma non ti dicono se il cielo è coperto, se sta arrivando neve, se il vento cambia direzione o se in un’altra zona a 200 km c’è un buco perfetto. Il meteo nell’Artico è imprevedibile e le app sono sbagliate nel 50% delle volte. Il 90% delle persone che non la vede si fida troppo delle app e troppo poco del meteo reale. Noi abbiamo creato aurorawebcams.com, un’app molto avanzata per sapere in tempo reale dove si vede l’aurora, ma anche con quella da soli non è semplice orientarsi.”
Ultimamente si parla molto del 2026 come anno migliore per avvistare l’aurora boreale. C’è della verità?
“Non potremo saperlo finché non sarà finito. Siamo vicini al massimo solare, già passato nel 2024-2025, quindi le aurore sono sicuramente più forti e frequenti. Ma se il cielo è coperto non cambia nulla. Al nord, dove siamo noi, anche durante il minimo solare possiamo avere aurore incredibili. Le più belle della mia vita le ho viste tutte tra il 2020 e il 2022, quindi non è detto che andando verso il minimo solare avremo meno spettacolo. Forse ci saranno meno tempeste magnetiche, ma alle nostre latitudini basta anche un’attività non fortissima per avere aurore bellissime.”
Qual è il periodo migliore per venire in Lapponia per vedere l’aurora boreale?
“Io dico sempre che ci sono due stagioni perfette. Autunno (fine agosto-novembre): colori incredibili, temperature più umane, riflessi nei laghi e possibilità altissima di vedere l’aurora. Inverno (gennaio-inizio aprile): paesaggi da fiaba, neve ovunque e atmosfera magica. Settembre-ottobre e marzo-inizio aprile sono probabilmente i due periodi migliori in assoluto.”
Quali altri falsi miti sull’aurora boreale circolano più comunemente?
“‘Con la luna piena non si vede’: falso. Ho visto aurore fortissime anche con la luna gigante. ‘Devi avere KP alto’: no. Con KP1 puoi avere spettacoli incredibili se sei nel posto giusto. L’aurora più bella l’ho vista con KP0. ‘Esce solo a orari precisi’: non è un tram. Può uscire alle 17 come alle 3 di notte.”
Esiste un identikit dei viaggiatori che partono per vederla?
“Sì. Sono persone curiose, emotive, che vogliono vivere qualcosa di vero. Non cercano la foto perfetta, cercano un momento che ricorderanno per sempre. L’aurora attrae chi ha bisogno di sentirsi vivo.”
È importante affidarsi a guide davvero esperte?
“Assolutamente sì. In Lapponia purtroppo ci sono molti improvvisati che ti portano sotto un cielo nuvoloso, fanno finta che ‘non ci fossero le condizioni’ e intanto il tour è pagato. Oppure non sanno dirti nulla sull’aurora e seguono semplicemente istruzioni standard. Se una guida non conosce i microclimi, non sa leggere le mappe serie e non è disposta a guidare anche 800 km in una notte, difficilmente ti farà vedere qualcosa. Affidarsi a una guida esperta fa la differenza tra ‘non l’ho vista’ e ‘la notte più bella della mia vita’.”
Cosa sogni per il futuro e quali progetti hai?
“Più che un progetto, ho un sogno: realizzare un grande documentario. Un viaggio estremo tra le tempeste solari più forti del ciclo, raccontando l’aurora come non è mai stato fatto e mostrando cosa significa davvero vivere da cacciatore di aurore boreali. Raccontare il dietro le quinte, il freddo, il vento, i cambi di meteo, le difficoltà… e mostrare al mondo i luoghi più sperduti dove sono stato a caccia di aurora boreale.”