Gabriella Greison: Fisica e poesia raccontano la stessa domanda

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di Paolo Paolacci

Buona giornata a tutti da parte di Gabriella Greison! La fisica, scrittrice, narratrice di meccanica quantistica e anche detta ‘la rockstar della fisica” è qui!  Come in un “Carramba che fortuna!” le ho fatto delle domande sulla relazione tra la poesia e la fisica quantistica e lei, senza battere ciglio, le ha risposte tutte con la fisica quantistica che rispetta il segreto della vita “Perché ci si innamora sempre di una storia, mai di un’equazione”, ci dice.

Questo spettacolo è qui, con “Entrata libera”. Se volete, please!

Gabriella ho letto su X il tuo articolo su Genova e mi ha impressionato: hai con la fisica quantistica parlato di poesia! Come è possibile?

“Perché secondo me la fisica e la poesia sono due modi diversi di fare la stessa cosa: provare a raccontare quello che ancora non sappiamo dire. La fisica usa le equazioni, la poesia usa le parole, ma entrambe nascono da una domanda. E quando una teoria scientifica è davvero grande, ha la stessa bellezza di una poesia: non ti dà solo una risposta, ti cambia lo sguardo”.

La poesia come diceva Ungaretti deve avere, mantenere un segreto e mi pare che oggi la fisica quantistica lo stia scoprendo: è vero o no?

“Io direi il contrario: la fisica quantistica ci ha insegnato che il segreto non va eliminato. Va rispettato. Più studiamo la natura, più ci accorgiamo che è complessa, sorprendente, spesso controintuitiva. La scienza non serve a cancellare il mistero, ma a renderlo sempre più interessante. E questa, secondo me, è una forma di poesia”.

Tu hai talento perché entrare e uscire dai vicoli di Genova superando Paolo Conte di “Genova per noi” per me non era affatto possibile. Come hai fatto? Voglio saperlo…

“Ho fatto quello che fanno i fisici quando non capiscono qualcosa: ho smesso di voler controllare tutto. Mi sono persa. E lì è successo qualcosa di bellissimo. I vicoli di Genova non sono un posto da attraversare in linea retta, sono un esperimento. Ti costringono a cambiare prospettiva, e alla fine ti accorgi che non hai trovato la strada: hai trovato una storia”.

La nostra mentalità mi sembra che abbia in un certo senso bloccato il pensiero davanti a un muro come quello di Berlino, ma oggi capiamo che non c’è nessun muro se non mentale: è questa la fisica quantistica? Perché questa è la poesia!

“La fisica quantistica è stata una gigantesca lezione di umiltà. Ha dimostrato che molti dei muri che pensavamo esistessero erano stati costruiti dalla nostra immaginazione. Credevamo che la realtà fosse semplice, ordinata, prevedibile. Invece è infinitamente più ricca. Per questo mi piace dire che il limite più grande non è quello della natura, ma quello del nostro modo di guardarla”.

Il vecchio mondo va verso l’omologazione per rendere tutti uguali ma la poesia è esattamente il contrario! La fisica quantistica pure o mi sbaglio?

“La fisica quantistica celebra la diversità. Le particelle non sono soldatini che marciano tutte allo stesso passo. Fluttuano, cambiano, si comportano in modo probabilistico. È proprio quella varietà a rendere possibile la ricchezza dell’universo. L’omologazione è comoda per gli esseri umani. La natura, invece, è molto più fantasiosa di noi”.

Io sono affascinato dalla fisica quantistica semplicemente perché ho intuito una forma di libertà verso la conoscenza, eterna e totale ma incentrata sempre sulla persona, sull’essere umano. È esattamente quello che è la poesia.

“Anch’io la vivo così. La fisica quantistica non ci dice che possiamo sapere tutto. Ci dice qualcosa di molto più bello: che possiamo continuare a conoscere senza smettere di stupirci. È una disciplina che non mortifica l’essere umano, lo rende più curioso. E credo che la curiosità sia una delle forme più alte di libertà”.

Se dovessi conquistare qualcuno usando la fisica quantistica cosa faresti o gli diresti? Se è possibile…

“Non parlerei di fisica quantistica. Parlerei con curiosità. È la cosa più affascinante che conosco. La fisica mi ha insegnato che le persone più interessanti non sono quelle che hanno sempre la risposta giusta, ma quelle che fanno le domande migliori. E poi, diciamocelo, una persona curiosa è molto più seducente di una persona che vuole avere sempre ragione”.

Gabriella siamo ai saluti: quali libri puoi consigliare che possano meglio far innamorare le persone alla fisica quantistica?

“Partirei dai miei, perché li ho scritti esattamente con questo obiettivo: far capire che la fisica quantistica non è un muro di formule, ma una grande avventura umana. ‘L’incredibile cena dei fisici quantistici, Ogni cosa è collegata, La lunghezza d’onda della felicità’… sono 14 libri che raccontano prima le persone e poi la scienza. Perché ci si innamora sempre di una storia, mai di un’equazione”.

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