di Antonio Desiderio
Rachele Buriassi, étoile italiana oggi Principal Dancer al Grand Ballet Canadien, è una delle interpreti più riconosciute e amate della scena internazionale. Dalla Liguria al mondo, il suo percorso racconta talento, dedizione e un amore puro per la danza classica. In questa intervista ripercorriamo con lei le tappe più importanti della sua carriera, i sogni avverati e le ispirazioni che continuano a guidarla.
Cara Rachele, piacere di ritrovarti. partiamo dalla tua infanzia: come sei arrivata alla danza?
«Ho iniziato a ballare all’età di 3 anni, anche se inizialmente non era il mio sogno fare la ballerina: volevo diventare veterinaria perché amavo, e amo ancora oggi, tantissimo gli animali. Poi, quando avevo 5 anni, vidi in televisione il Lago dei cigni. Nel momento in cui apparve Odette capii che da grande avrei fatto la Prima Ballerina.»
Quali sono state le tue tappe formative più importanti?
«Ho iniziato nella mia scuola privata a Sarzana, “4º Movimento” di Lucia Boschi. A 11 anni sono stata per 3 anni alla École de danse de Rosella Hightower a Cannes, in Francia, per poi proseguire e diplomarmi alla John Cranko Schule di Stoccarda, in Germania, studiando con il metodo Vaganova.»
Il primo titolo e ruolo ballato. ricordi?
«Il mio primo ruolo principale è stato a 19 anni con lo Stuttgart Ballet in “Thème and Variations” di George Balanchine. Ricordo la felicità di essere stata scelta così giovane, ma anche la paura e la pressione di non essere all’altezza. È un ricordo stupendo.»
Quale ruolo ami ballare e perché?
«A 22 anni mi hanno affidato il ruolo principale in “Il lago dei cigni”, Odette/Odile. È stato il coronamento del sogno che avevo sin da bambina e, grazie a questa interpretazione, sono stata promossa Prima Solista dello Stuttgart Ballet. Questo ruolo è nel mio cuore per sempre. Amo però moltissimo anche Kitri, perché mi riconosco molto nella sua personalità.»
A quale musa della danza ti sei ispirata?
«Sono sempre stata una grande fan di Sylvie Guillem, ma l’artista che più mi ha influenzata è stata Maria Eichwald, all’epoca Prima Ballerina dello Stuttgart Ballet.»
Sei “Principal al Grand Ballet Canadien”. Come italiana, quale responsabilità senti?
«Sento la responsabilità di portare alto il nome dell’Italia all’estero: quello dei miei insegnanti, delle scuole, delle accademie e degli artisti italiani.»
Ti manca l’Italia?
«Moltissimo. L’amo tanto e sono fiera di essere italiana.»
Quale stile ami tra classico e contemporaneo?
«Sono una ballerina classica e il classico è ciò che amo di più ballare. Ma adoro anche il neoclassico, come lo stile Forsythe, e alcuni contemporanei: in particolare Jirí Kylián, il mio coreografo contemporaneo preferito.»
Progetti futuri?
«Continuare a girare il mondo grazie alla danza e ispirare il pubblico.»
La danza per te in una sola parola.
«Libertà.»
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