di Donatella Zaccagnini Romito
Vincenzo Capretto è uno psicologo e autore italiano con un passato nella Marina Militare. Nato a Napoli e oggi residente a Roma, ha intrapreso un percorso professionale che unisce psicologia, formazione e scrittura. Il suo interesse per le emozioni, la comunicazione e i meccanismi interiori delle persone si riflette anche nella sua produzione letteraria, in particolare nel thriller psicologico Il volto dell’inganno. In questa intervista racconta il suo percorso, l’origine del suo romanzo e i progetti futuri.
Chi è Vincenzo Capretto?
“Sono nato a Napoli nel 1979 e oggi vivo a Roma. Per molti anni ho lavorato nella Marina Militare come Maresciallo, un’esperienza che mi ha formato profondamente sul piano umano. A un certo punto ho scelto di seguire una direzione più vicina alla mia natura: la psicologia e la scrittura. Oggi sono psicologo, mi occupo di formazione e orientamento, e ho un interesse particolare per le emozioni, la comunicazione e i meccanismi interiori delle persone. Nel tempo libero amo camminare, leggere thriller psicologici e scrivere. Oltre al romanzo, scrivo anche poesie e ho pubblicato in self publishing una raccolta poetica dal titolo La mia vita di notte. Osservare le persone e tradurre ciò che colgo in parole è qualcosa che faccio da sempre, in modo spontaneo.”
Come è nata l’idea del tuo libro? Perché il titolo Il volto dell’inganno?
“L’idea di Il volto dell’inganno nasce in un periodo personale molto delicato, in cui sentivo il bisogno di fare qualcosa che avesse un significato profondo per me. Inizialmente avevo pensato di scrivere un’autobiografia, ma mi sono reso conto presto che non era quella la strada giusta. Una sera mi addormentai con l’idea di provare a scrivere un thriller, un genere che ho sempre sentito vicino. Durante la notte feci un sogno estremamente vivido: una scena chiara, già collocata nel luogo che sarebbe poi diventato l’ambientazione del romanzo (e che io non sapevo nemmeno esistesse). Al risveglio sentii l’urgenza di metterla subito per iscritto, e quella scena divenne l’inizio della storia. La notte successiva accadde qualcosa di simile: un nuovo frammento onirico che, una volta trascritto, prese la forma del prologo. Da quel momento ho iniziato a costruire il resto del racconto, lavorando tra appunti, schemi e collegamenti narrativi. Il titolo nasce da ciò che, scrivendo, mi è apparso sempre più evidente: l’inganno non è soltanto un elemento della trama, ma una dimensione psicologica profondamente umana. Le persone spesso mostrano un volto al mondo e ne custodiscono un altro, più nascosto.”
La trama del tuo libro e un capitolo che ricordi con piacere
“Il volto dell’inganno è un thriller psicologico ambientato a Valsolda, un piccolo comune affacciato sul Lago di Como: un luogo tranquillo e suggestivo che contrasta con le tensioni interiori dei personaggi. La storia ruota attorno alla famiglia Mariani: una coppia e il loro bambino, immersi in una quotidianità apparentemente serena. L’arrivo di una tata, Greta Kuznetsova, introduce un cambiamento sottile ma progressivo che modifica gli equilibri relazionali e porta a galla fragilità, segreti e dinamiche psicologiche già presenti, ma fino a quel momento invisibili. C’è un passaggio del romanzo che ricordo con particolare intensità: il momento in cui si rende evidente la natura più profonda della protagonista, non tanto per ciò che accade, ma per come si muove nelle relazioni, attraverso influenza, controllo emotivo e una lucida lettura delle debolezze altrui. Preferisco non entrare nei dettagli per lasciare al lettore il piacere della scoperta. È proprio in quel punto che il lettore inizia a guardare ogni personaggio con occhi diversi.”
Un episodio che rappresenta la tua vita o che ricordi con piacere
“Un momento che rappresenta bene il mio percorso è la scelta di cambiare completamente strada, lasciando una carriera stabile per intraprendere un cammino più vicino a ciò che sentivo dentro. È stata una decisione impegnativa, ma autentica. Racconta il mio modo di vivere: ascoltare ciò che sento e trovare il coraggio di seguirlo.”
Progetti futuri?
“Il mio obiettivo è continuare a crescere nel lavoro come psicologo e formatore, portando avanti progetti che uniscano psicologia e comunicazione. Sto anche lavorando all’idea di un nuovo thriller psicologico, pensato come un’opera che sarà contemporaneamente un prequel e un sequel de Il volto dell’inganno, tornando in quell’universo narrativo da una prospettiva diversa. Sul piano personale, cerco serenità, stabilità e relazioni autentiche.”
Una frase che ti rappresenta.
“Andare oltre ciò che le persone mostrano è l’unico modo per comprenderle davvero.”
