Tony Renda: DJ e producer tra musica, televisione e nuovi progetti

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di Donatella Zaccagnini Romito

Autentico, energico e profondamente legato alla sua musica: Tony Renda è un DJ e produttore che negli anni ha saputo costruire un percorso ricco di esperienze, dai club italiani alle collaborazioni discografiche, fino alla partecipazione al programma “Temptation Island 2024”. In questa intervista si racconta tra passione, consapevolezze e progetti futuri.

Ciao Tony! Descriviti in poche righe…

«Ciao! Sono Tony Renda, DJ e producer originario di Catania. Vivo tra la mia terra natia e gli impegni in giro per l’Italia (e oltre) grazie alla musica, che è sempre stata la mia casa. Ho studiato Economia. Oggi porto avanti la mia carriera come DJ ma anche come produttore: una passione che si è trasformata in lavoro e che cerco di vivere con autenticità e divertimento».

Parliamo della tua più grande passione che è anche il tuo lavoro… la musica!

«Ho iniziato a muovere i primi passi come DJ negli anni ’90, precisamente nel 1995, e dal 2005 ho cominciato anche a produrre, collaborando con alcune importanti etichette italiane. Nel corso della mia carriera ho avuto la fortuna di suonare in club e location nazionali e internazionali. Per il futuro sto lavorando a nuove produzioni, voglio esplorare ancora di più il mio sound e sto pianificando un tour estivo per il 2026: club, festival, magari qualche data internazionale — perché la musica non ha confini».

Sei noto al grande pubblico soprattutto per la tua partecipazione al programma Temptation Island 2024. Cosa ci racconti di questa esperienza?

«Partecipare a Temptation Island è stata un’esperienza intensa e ricca di insegnamenti. La nostra coppia (io e la mia allora fidanzata) è stata una delle protagoniste dell’edizione 2024. All’inizio è stato un mix di curiosità e voglia di divertimento: telecamere, contesto “villaggio”, persone che non conoscevo bene… tutto questo ti mette alla prova, non solo come coppia ma come persona. Nel mio caso è emerso anche un lato “Tony Renda DJ” e un lato “Tony uomo” che forse non avevo sempre messo in primo piano. Il mio lavoro mi portava spesso a stare fuori, tra serate e contesti di festa, e questo ha generato tensioni nel rapporto. Tra le cose positive: mettersi in gioco, riflettere, vedere certe dinamiche da fuori. Tra quelle meno semplici: sentirsi sotto la lente, rendersi conto che alcune scelte hanno un peso. Alla fine questa esperienza mi ha dato una consapevolezza nuova».

Come è cambiato in amore Tony dopo il programma e come vivi oggi l’amore?

«Dopo Temptation Island ho capito che l’amore, quello vero, richiede fiducia, chiarezza e tempo. Prima mi buttavo, spesso guidato dalla quotidianità della mia professione e dagli stimoli esterni, senza fermarmi a riflettere. Ora cerco di essere più presente, più sincero e meno “in corsa”. Vivo l’amore con serenità: non cerco più la “notte perfetta” o la serata che spacca, ma il momento vero, quello che resta. Credo che un percorso del genere cambi il modo di vivere il rapporto con l’altro: non come un qualcosa da gestire, ma come un progetto da costruire insieme».

Un episodio della tua vita che ti fa piacere ricordare.

«Ricordo con piacere l’esperienza al Festival 5. Era una serata perfetta: l’aria tiepida, la gente carica di energia, la musica ovunque. Quando sono salito sul palco e ho visto tutte quelle persone, ho provato una sensazione difficile da descrivere. Era come se per un attimo tutto si fosse allineato — la fatica, le prove, i dubbi — e fosse valsa la pena ogni singolo passo per arrivare lì. Suonare davanti a così tante persone e vedere i loro volti illuminarsi mi ha fatto capire il potere unico della musica. È un ricordo che porto con me ogni volta che ho bisogno di ritrovare motivazione o semplicemente di ricordare perché amo ciò che faccio».

Progetti futuri.

«Il 2026 sarà un anno di grandi movimenti: nuove produzioni in studio, collaborazioni, un format live che sto costruendo — non solo DJ set ma anche storytelling, visual, esperienza. Continuerò con tour e serate, magari anche all’estero, perché voglio che “Alziamo i Toni” non sia solo uno slogan ma una realtà. Sono aperto a nuove sfide e nuovi generi, magari crossover: elettronica con elementi pop-vocali, o momenti in cui mi racconto di più. L’obiettivo è non fermarsi mai».

Una frase che ti rappresenta.

«“La musica non mente mai: dice chi sei, anche quando tu non lo sai ancora.” È una frase che uso per ricordarmi che dietro la consolle, dietro il palco, c’è sempre la persona — con le sue paure, le sue voglie e le sue storie».

 

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